Fassino e Fascismo

picchiato carabiniere picchiato

Non posso fare a meno di cominciare questo articolo con una dichiarazione di Fassino, il segaligno ex segretario del camaleontico PCI, che non è evidentemente soddisfatto di quanto già accaduto e dei disastri che l’antifascismo  violento abbia già realizzato: Il 24 ci muoveremo uniti contro il fascismo. In queste elezioni un pericolo nuovo: l’antifascismo è un valore che unisce, non divide. Abbiamo molto più chiaro che quanto accaduto non è l’atto di un esaltato, anche se Traini lo è, ma quell’atto è figlio di un clima coltivato da chi semina odio e incita alla intolleranza. Da questa dichiarazione si deducono alcune cose che  cercherò di spiegare a cominciare dalla dichiarazione di guerra al fascismo: questo signore dichiara “vivo” il fascismo e chiama alle armi il popolo bue; dopo di che ciancia di un “pericolo nuovo” che non si capisce bene cosa sia, se il fascismo (ma non è dal 1943 che il fascismo è morto?) o un nuovo pericolo che “forse” non è il fascismo ma, tiro ad indovinare, Salvini o Meloni? Da  politicante di razza afferma che l’antifascismo unisce non divide e nello stesso momento attua una divisione dato che da una parte mette l’antifascismo (e va bene), dall’altra mette tutti quelli che non la pensano come lui (e tiro ad indovinare, ancora una volta Salvini e Meloni?) incasellandoli nella categoria “fascismo”. Tra l’altro questi settanta anni di antifascismo, in genere violento, si sono dimostrati incapaci di estirparne il ricordo forse proprio perché se ne è parlato troppo, soprattutto a sproposito. Che poi la marcia antifascista programmata dopo quella di Macerata (a proposito della violenza fascista … che un  susumello dissidente del PD, approdato alla corte   di Pietro Grasso, ha definito “la rottura di un finestrino” paragonandola alla tentata strage di Traini) sia strumentale lo dice lo stesso Fassino quando afferma che … quanto accaduto non è l’atto di un esaltato, anche se Traini lo è,….. Ciò significa che il Traini  è un esaltato e estendere l’esaltazione del soggetto ad un movimento politico nel quale casualmente si è trovato dove non ha raccolto nemmeno il proprio voto, significa affiancare il soggetto nella stessa esaltazione, anche se di segno opposto. Indignarsi per un soggetto alla disperata ricerca di un consenso che è riuscito a dissipare con una politica economica e sociale fallimentari non varrebbe nemmeno la pena perché ormai il 4 marzo si spera di cambiare guida, anzi di DARE una guida al Paese: la mancanza di quella “pietas” che non fa parte del corredo ideologico della sinistra, quella pietas che avrebbe meritato la povera Pamela, che avrebbe meritato la madre di Pamela perché, che le piaccia o meno, onorevole Fassino,  tutto è nato da un gruppo di nigeriani, tutti o in parte clandestini e con il foglio di via, dediti allo spaccio e forse ad altre attività illecite, nigeriani che lo stato non ha saputo controllare, ragazzina che lo stato non ha saputo e voluto difendere. Ci sarebbe da vergognarsi ma credo che, non conoscendo la parola “pietà” non conosca neanche la parola “vergogna”.

Elio Bitritto

picchiato 2