Il Comitato per la tutela del San Pio: “la politica non si occupa dell’ospedale”

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Alcuni giorni fa, come è ormai noto, i rappresentanti del Comitato di tutela dell’ospedale di Vasto hanno incontrato il Direttore generale della ASL Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco. Il Comitato ha presentato alla dirigenza della ASL un cahier de doléances piuttosto nutrito, che denuncia una serie di disservizi e in cui si richiedono opportuni provvedimenti. Secondo i delegati, in particolare, “Nell’ultimo programma di investimenti la maggior parte degli investimenti è stata indirizzata su Chieti, Lanciano ed Ortona. Su 143 impegni di spesa, soltanto 4 sono stati assegnati al presidio ospedaliero del Vastese”.

A detta del Comitato, la struttura ospedaliera di Vasto (e del Vastese) paga quindi per delle scelte economiche, ma anche logistiche, chiaramente penalizzanti. Di qui la richiesta di una serie di interventi, tra cui, in particolare, il mantenimento delle Unità Operative Complesse (UOC) di Geriatria e Gastroenterologia, la ristrutturazione del Pronto Soccorso, l’adeguamento degli organici e l’attivazione della Sala Emodinamica.

Ieri mattina, il Comitato ha tenuto una conferenza stampa per riferire dell’incontro con Flacco. “Credo che il deficit di Sanità in questo territorio sia un problema che tutti avvertono”, ha esordito, nel suo intervento, l’avvocato Arnaldo Tascione. Lo stesso, che ha sottolineato la trasversalità del Comitato rispetto a partiti e forze politiche, si è anche soffermato sulla necessità “che il Comitato possa rapportarsi direttamente, vista la latitanza degli organi amministrativi che ci rappresentano a livello locale, con l’Amministrazione della Sanità”.

Il dottor Antonio Spadaccini, già primario di Gastroenterologia dell’ospedale di Vasto, si è detto nettamente contrario a quello che egli ritiene il declassamento della UOC di Gastroenterologia in UOS (Unità Operativa Semplice) e si è soffermato, nel suo intervento, sulla necessità di fornire al nosocomio vastese uomini e mezzi.

Il medico ha anche espresso un giudizio positivo sulla attivazione dell’Unità OBI (Osservazione Breve Intensiva) che, stando alla dirigenza dellimminente.

La dottoressa Antonietta Ottaviano, che è stata cardiologa del ‘San Pio’, ha dichiarato che la promessa di attivare la Sala Emodinamica è da ritenersi “fumo negli occhi”. “Una sala con l’angiografo non è una Sala Emodinamica – ha sottolineato la Ottaviano – bisogna prevedere il personale”.

Secondo il dottor Lorenzo Russo, già primario del Pronto soccorso, “Si sta gettando a mare un coacervo di professionalità valide”. Nel suo intervento, Russo si è soffermato sull’importanza demografica dell’area Vasto-San Salvo, e sulla necessità di dotarla di mezzi adeguati. Dopo gli addetti ai lavori, è stata la volta dei politici. Tiziana Magnacca, sindaco di San Salvo, ha dichiarato: “Esprimo grande preoccupazione rispetto a ciò che sta accadendo. Da sindaco e da rappresentante della mia comunità io mi sento presa in giro”. “Per l’Emodinamica siamo arrivati al clou della presa in giro” ha anche aggiunto la Magnacca. Secondo la prima cittadina sansalvese, inoltre, “il Comitato deve anche supplire alla mancanza, molto forte, dell’Amministrazione comunale [di Vasto, N.d.R.]”.

Nel suo intervento, la consigliera comunale di ‘Unione per Vasto’ Alessandra Cappa ha osservato che “Mancano sia gli uomini che gli strumenti”. “Tutta la politica, quella vera, si dovrebbe occupare – ad avviso della Cappa – dei problemi della salute”. “Armiamoci e partiamo, sosteniamo il nostro ospedale” è stata la conclusione della donna politica.

Ha preso a questo punto la parola l’avvocato Peppino Tagliente, che ha stigmatizzato l’assenza della politica (“Punto il dito non soltanto sull’Amministrazione comunale, ma su tutta la politica! Perché è la politica che è assente!”).

Nel prosieguo del suo discorso, Tagliente ha posto l’accento sulla presenza, tra tutti i candidati alle imminenti elezioni politiche, invitati dal Comitato all’evento di oggi, della sola Tiziana Magnacca. “Questo – ha chiosato l’uomo politico – rimarca il distacco, la lontananza tra la politica tutta, nella sua interezza, e le problematiche del territorio”. Ad avviso dello stesso dovrebbe essere la politica, e non il Comitato, ad interloquire con la ASL per affrontare i problemi dell’ospedale, tenuto conto che si tratta del presidio sanitario di una delle aree più importanti dell’Abruzzo.

Di qui l’appello alla politica ad intervenire. E ad agire “in nome degli interessi del territorio” poiché “la salute non ha colore politico, è di tutti. E di questo ospedale ci dobbiamo occupare tutti quanti, nessuno escluso”.

Anna Pia Pace, medico di base, ha invece portato all’attenzione la situazione del Nucleo di cure primarie, la cui efficienza rischia di essere seriamente compromessa dai pensionamenti, cui non stanno facendo seguito, per ora, degli avvicendamenti. “Per garantire il servizio h12 eravamo 12 medici e oggi siamo 11 perché un collega è andato in pensione e non è stato rimpiazzato. Prossimamente ne andranno in pensione anche altri”. Se la ASL non permetterà il reintegro, quindi, “diventeremo prima 10, poi 7-8, dovremo poi tornare al sistema del medico di base”. “Saremo anche costretti – ha concluso la dottoressa – a licenziare personale infermieristico e di segreteria, non potendolo più mantenere”.

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Marco Sfarra