Il caso Dell’Utri.

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Per quel che so (o penso di sapere) i Tribunali emettono sentenze. E non piu’ ormai “per insufficienza di prove“.
“Entra la Corte” che emette sentenze, tutti si alzano e il tribunale stesso rimane in piedi per rispetto del popolo in nome del quale parla.
Il caso Dell’Utri e’ diverso poiche’ il Tribunale rigetta una richiesta di cure in una clinica “provvisoriamente”, come richiesto, fino a guarigione. Il che che implica che questo rigetto non è basato su una prova certa ma solo su una insufficienza di prove in virtù delle quali Dell’Utri si possa curare meglio in una clinica privata.
Veniamo alle motivazioni.
Il Tribunale rigetta poiche’ potrebbe avere anche altri casi legali in corso. Dell’Utri ha 76 anni e, per come vanno le cose appunto nei Tribunali, potrebbe avere una nuova condanna magari ottantacinquenne ma finora su questo punto non c’e’ una sentenza. E’ una ipotesi ed il Tribunale la fa sua ,come dire, per insufficienza di prove .
Nella fattispecie il Tribunale responsabilizza le strutture protette dove curarsi e potrà anche togliersi il braccialetto elettronico durante la radioterapia, come si fa con le catenine ricordo .
Possiamo pero’ porci qualche domanda di carattere “contabile”.

Se Dell’Utri si potesse curare in una clinica romana (non a Milano,come ha richiesto  perche’ potrebbe fuggire durante il trasporto) lo farebbe a sue spese e la responsabilità morale della cura cadrebbe su se stesso. Se a seguito di queste cure tornasse in buona salute , tornerebbe in carcere. Se le cure non facessero effetto resterebbe ancora in clinica a sue spese, ma poi tornerebbe in carcere perchè quella struttura protetta si rivelerebbe migliore di quella privata.
Rimane il secondo aspetto: potrebbe fuggire in una valigia come ci ricorda l’esperienza del criminale nazista che , calatosi da una finestra, trovò la moglie che, chiuso in una valigia, lo porto’ in Austria.
Qui si aprono due possibilità: che la fuga gli andasse male e si coprirebbe di vergogna e la pena in carcere sarebbe ancora piu’ lunga.
Se gli andasse bene e mandasse messaggi da un’ isola caraibica dove non esiste estradizione, allora significa che l’esperienza del criminale nazista non ci ha insegnato molto in termini di fuga con valigia.
Resta il fatto che tanti altri detenuti potrebbero essere nelle condizioni di Dell’Utri ma purtroppo non potrebbero permettersi una cinica privata e dovrebbero affidarsi al sistema sanitario nazionale. Ma forse preferirebbero ,a quel punto, restare dove sono.
Gf Bonacci