Giorno del Ricordo. Cessiamo di uccidere i morti

 

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Cessiamo di uccidere i morti il giorno del Ricordo Oggi 10 Febbraio 2018, giorno del Ricordo, la stampa nazionale accenna appena alle atrocità effettuate contro gli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Dal 1943 al 1950 gli storici hanno calcolato che circa 16.000 persone sono state vittima delle foibe, sono cioè perite, fatte cadere in crepacci carsici ancora vivi dalle truppe del maresciallo Tito in combutta con i partigiani comunisti italiani. In quegli anni la faziosità ideologica, causa di tante atrocità, è prevalsa sull’amor di Patria ed il comunismo ha mostrato il suo vero volto. La quasi totalità degli italiani della Venezia Giulia, di Fiume e della Dalmazia, circa 350.000 persone, per evitare le rappresaglie titine, fu obbligata a lasciare la propria terra e cercare asilo e rifugio in Italia dove fu accolta con scherno e con insulti. Gli esuli giuliano-dalmati che avevano fatto valere la propria italianità, divennero vittime dell’odio ideologico in Italia! Oggi, sono programmate manifestazioni antifasciste a Macerata con la tacita complicità dello Stato e dei mezzi d’informazione che pochi giorni fa hanno, giustamente, dato tanto risalto alla Memoria delle vittime dell’olocausto. Va detto che gli ebrei in Italia nel 1938 erano poco più di 58.000 e le vittime italiane della Shoah sono state, gli storici hanno calcolato, circa 7,.500. Come si spiega questa differenza di trattamento delle vittime della storia italiana? Chi discrimina e perché? Chi è razzista e per quali ragioni? Solo quando Memoria e Ricordo verranno viste come due aspetti complementari di uno stesso fenomeno, l’ assurdità e le atrocità che la guerra genera, si potrà arrivare ad una visione condivisa e ad una appartenenza comune del popolo italiano. Mi inchino davanti a TUTTE le vittime della seconda guerra mondiale. La vera democrazia è il rispetto della dignità di tutti i cittadini e l’uguaglianza delle vittime nel gran libro della Storia. ‘Cessiamo di uccidere i morti’.