Elezioni e coalizioni

elezioni-politiche-2018

Il 4 marzo si avvicina e ormai, per quel che concerne candidature ed alleanze, i giochi sono fatti, o quasi. Le coalizioni sono fatte e le squadre sono in campo. Ma come finirà la partita? Difficile prevedere il futuro, ma, stando ai sondaggi, il vantaggio del Centrodestra sugli altri schieramenti sembra ormai consolidato, il M5S mantiene il secondo posto, i Liberi e Uguali di Grasso e soci sembrano destinati ad un risultato discreto, anche se la doppia cifra auspicata da più di uno di loro sembra decisamente lontana, il Centrosinistra di Renzi, Gentiloni e soci sembra destinato ad un terzo posto non proprio lusinghiero.

Rispetto alle scorse settimane la crisi, palesemente in atto, del Centrosinistra, che perde gradualmente consensi, non sembra essersi arrestata, tutt’altro. Dell’emorragia di voti in atto nel partito di Renzi non sembra giovarsi il partito di Grasso ma piuttosto quello di Di Maio, che sembra, allo stato attuale, in vantaggio sul Centrosinistra.

Centrosinistra formato da un PD in netta crisi e da alcuni partiti minori che, pur raccogliendo qualche consenso, non sembrano in grado di fare la differenza. Indubbiamente il partito di Renzi e Gentiloni paga il prezzo della scissione operata dall’ex vecchia guardia di Bersani e D’Alema ma, a prescindere da questo, e visto che la tendenza in atto oramai da un bel po’ non accenna ad invertirsi, anzi piuttosto si aggrava, sembra che la capacità espansiva del partito a trazione renziana sia terminata e la capacità della sua classe dirigente di fare presa sull’opinione pubblica, decisamente forti ad inizio 2014, si sia seriamente indebolita.

I sondaggi non sono oro colato, e la campagna elettorale non è ancora terminata, ma a poco più di un mese dal voto la situazione del principale partito di governo non sembra migliorare, tutt’altro. Chi invece sembra destinato a vincere sicuramente le elezioni è il Centrodestra.

Lo schieramento diretto dalla triarchia Berlusconi-Salvini-Meloni sembra – in questo momento – destinato a vincere ampiamente le elezioni, con un buon margine di vantaggio sui competitori, staccati di diversi punti percentuali nelle intenzioni di voto.

Tuttavia anche per quello che sembra essere il vincitore certo delle elezioni la situazione non sembra essere rose e fiori. Infatti gli stessi sondaggisti (tutti) che attribuiscono al Centrodestra una vittoria certa alle elezioni politiche ritengono che questo non raggiungerà, comunque, la maggioranza assoluta in ambedue le Camere, necessaria a governare. E questo è un problema, tanto più che una prospettiva del genere potrebbe spianare la strada alle larghe intese, che potrebbero giovare a Forza Italia, ma taglierebbero fuori dai giochi i suoi alleati.

Un altro problema è dato dal dualismo Lega-Forza Italia che a volte si manifesta all’interno della coalizione. Dualismo dettato da differenti visioni soprattutto in materia di Europa ma anche da una potenziale concorrenza elettorale tra i due partiti dati sostanzialmente appaiati dai sondaggi, con la tendenza a prevalere ora dell’uno ora dell’altro.

Di qui la contesa a due (anzi a tre, perché anche Giorgia Meloni intende essere della partita) per la premiership. Ne consegue che se il Centrodestra non riuscirà a smorzare questi attriti interni rischierà, se dovesse riuscire ad andare al governo, di rimanere vittima dei veti incrociati tra le sue componenti, e questo non deporrebbe a suo favore.

Marco Sfarra

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