L’Aquila. Accolto il ricorso del Pm contro l’ archiviazione per ex sindaco Cialente

Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, Roma, 12 ottobre 2012.              ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

E’ stato in buona parte accolto, dalla Cassazione, il ricorso con il quale la Procura de L’Aquila ha contestato la decisione del tribunale aquilano del 3 aprile 2017 di archiviare le accuse di induzione indebita formulate nei confronti dell’ex sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente e del funzionario comunale Fabrizio De Carolis. La Sesta sezione penale della Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio al gup de L’Aquila “per una nuova deliberazione” la sentenza di proscioglimento pronunciata nel 2015 in relazione a due delle tre accuse di induzione che erano state contestate. Le motivazioni della decisione e le vicende specifiche per le quali si riapre il caso, saranno meglio note quando gli ‘ermellini’ depositeranno la loro sentenza, tra circa un mese. L’inchiesta era durata circa tre anni, periodo nel quale fu archiviata e poi riaperta, provocando anche polemiche politiche.
LA VICENDA

Una vicenda giudiziaria nasce nel 2015, quando l’ex sindaco viene  accusato di concussione e corruzione in quanto beneficiario di lavori di ristrutturazione del proprio appartamento da parte dell’imprenditore Eliseo Iannini.

Nell’ambito della stessa inchiesta Cialente viene iscritto sul registro degli indagati per altre due vicende: una legata al Consorzio 201 e l’altra al pagamento di un Sal all’impresa Palomar; vicende per le quali è stata richiesta l’archiviazione il 25 Gennaio 2018.

Secondo l’accusa Cialente, rivolgendosi a un legale di una cooperativa edilizia, avrebbe potuto indurlo ad affidare all’Impresa Iannini, ditta aquilana, dei lavori di ricostruzione post-terremoto, senza riuscirci, quindi l’ipotesi è di tentato reato.

Nell’episodio riguardante la Sal, il reato riguarderebbe lo sblocco dei contributi di circa 2,7 milioni di euro verso le società Palomar-Consta. Secondo i pm l’erogazione dei contributi sarebbe avvenuta senza che le imprese avessero le carte in regola per ottenere i fondi, in particolare la certificazione dell’avvenuto pagamento ai subappaltatori.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: