Vasto. Uno spettacolo dedicato a don Lorenzo Milani

copertina-bande1-765x510Martedì 23 Gennaio al Teatro Comunale Rossetti di Vasto andrà in scena un inedito Don Milani in dialogo con la madre scritto da Stefania Marrone. Uno spettacolo fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale di Vasto che, nei mesi scorsi, a don Lorenzo Milani ha intitolato una strada delle città all’interno del polo scolastico di via dei Conti Ricci.

Lorenzo Milani di Stefania Marrone vedrà in scena Nunzia Antonino eSalvatore Marci oltre a Livio Berardi, Filomena Ferri, Raffaella Giancipoli. Le musiche originali sono di Fabio Trimigno; lo spazio scenico di Iole Cilento; lo spazio luci e videoanimazione di Carlo Quartararo; lo spazio sonoro di Giuseppe Lamenta; tecnico di scena Luca Pompilio.Regia di Cosimo Severo
Questa storia la prendiamo dalla fine.

E’ il 1967 e Lorenzo Milani – il ricchissimo prete dalla vocazione improvvisa e tardiva che dal giorno della sua ordinazione non ha dato un attimo  di tregua alla Curia fiorentina – ha già scelto i poveri, ha già creato la Scuola Popolare di San Donato, ha già accusato la Chiesa di schierarsi dalla parte dei padroni, ha già pagato queste accuse con l’esilio a Barbiana, e ha già fatto di quella cima inospitale della montagna il centro del mondo.

Nel 1967 l’aspro sentiero che dalla piana attraversa il bosco e sale fino alla canonica dove Lorenzo fa scuola ai bambini montanari per 12 ore al giorno 365 giorni all’anno, è stato battuto talmente tante volte da somigliare quasi a una strada percorribile. Questa storia la prendiamo dalla fine, quando Lorenzo è troppo malato per fare scuola a Barbiana e resta a Firenze a combattere una delle battaglie che più gli sta a cuore: far  innamorare delle sue scelte l’agnostica, intellettuale e benestante Alice Weiss – sua madre – persuaderla che lui non avrebbe potuto fare altrimenti, convincerla (e forse convincersi?) che quello che è stato ha avuto un senso.

La regia di Cosimo Severo sintetizza in scene di fulminea efficacia l’ipocrisia dei vescovi ridotti a ombre da avanspettacolo, le polemiche intorno a scritti ritenuti eretici, il rapporto con gli adolescenti di Barbiana, ultimi tra gli ultimi, il fango con cui si tentò di offuscarne la memoria. E scava nell’intimo di due esseri che sanno far essere il loro personale emblematicamente politico ma nel senso alto del termine. Uno spettacolo che, con emozione, induce a riflettere e che, con il suo rigore e la sua sensibilità, crediamo possa essere tra i migliori omaggi possibili da rendere oggi a Milani.