La baguette

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In italiano si chiama “francesino” o filoncino, è caratterizzato dalla forma allungata e dalla crosta croccante ed è uno dei prodotti alimentari francesi più noti. Non è altrettanto nota la sua origine che non si perde nella notte dei tempi come per la “pizza” ma si potrebbe definire un pane “parvenu”, una sorta di “nuovo ricco” che però deve farne di strada per assumere una sua dignità (per esempio tutti sappiamo come i francesi siano degli abili venditori di fumo per cui una semplice frittata se la chiami “omelette” diventa una cosa straordinaria). La baguette è originaria di Vienna ed è piuttosto recente, risale alla metà del XIX secolo, ed è legato alla invenzione dei forni a vapore che favorivano la formazione della crosta e di solchi caratteristici. Ancora, in Francia nasce ufficialmente alla fine  del 1920 quando la legge vietò ai fornai di lavorare prima delle quattro. Questa in breve la storia anche se devo aggiungere che gli ingredienti presenti sono acqua, farina, lievito e sale, vale a dire gli stessi ingredienti del pane in quasi tutto il mondo. Questa premessa per introdurre il tema dell’articolo: Macron, baguette sotto il braccio, si adombra, come un ragazzino capriccioso perché la “pizza” è stata ammessa nell’empireo del patrimonio Unesco mentre il suo pane no! e meno male che non ha fatto valere il diritto di veto che, come tutti sanno (forse) è un diritto che si sono arrogati gli stati vincitori del secondo conflitto mondiale cui si è aggiunta la Cina. Non sappiamo quali criteri abbia adottato l’Unesco per promuovere la pizza e non prendere in considerazione la baguette ma sospettiamo che il capitolato degli ingredienti possa essere facilmente alterato dal fatto che l’acqua è egregiamente e normalmente sostituta dal sudore delle ascelle galliche vista la inveterata abitudine di andare in giro con il filoncino comodamente inserito sotto le ascelle per cui assume quel sapore, quell’afrore che ne fanno sì un alimento particolare ma forse troppo caratterizzato dai feronomi dell’acquirente. Ma poi, riflettete, una città con tanti edifici, chiese e monumenti quale Parigi, che sceglie a suo simbolo una torre di ferro mentre Roma si identifica con il Colosseo o tanti altri simboli, non merita nulla, neanche  un panino!.

Elio Bitritto