La XVII legislatura. L’esperienza montiana, il tentativo di Alfano

Monti-Napolitano-e-Monti-Bis-300x225Continua la breve disamina della storia della XVII legislatura da poco conclusasi. Nelle righe che seguono, il riepilogo dei tentativi posti in essere per creare un centro alternativo al Centrodestra.

L’esperienza del governo Monti è stata l’occasione, per chi aveva questo obiettivo, per tentare la costruzione di un centrodestra alternativo a Berlusconi e ai berlusconiani. Alle elezioni politiche del 2013, infatti, capitanato dal Presidente del Consiglio uscente e da una parte del suo governo, è sceso in campo uno schieramento centrista composto dal neonato partito di Monti, Scelta Civica, dall’UDC di Casini e da ‘Futuro e Libertà’ di Gianfranco Fini. La “Salita in politica” decisa dal Professore ha un impatto decisivo sul risultato che esce dalle urne nel febbraio 2013: con il 10% circa dei voti, i montiani riescono, molto probabilmente, ad impedire la vittoria del Centrodestra berlusconiano. Tuttavia il loro risultato elettorale non è eclatante e i numeri non permettono di andare al governo insieme a Bersani e soci, come diversi osservatori avevano ipotizzato. Ma il quarto polo costruito attorno al professore della Bocconi va comunque al governo insieme a PD e PdL.

Nei mesi successivi, però, a causa delle tensioni e dei moti centrifughi presenti al suo interno e della sua spinta espansiva palesemente esauritasi, Scelta Civica andrà incontro ad una serie di scissioni e defezioni, comprese le dimissioni da presidente del partito dello stesso Monti (ottobre 2013), portando alla sostanziale disintegrazione del quarto polo.

Nel frattempo prende forma un altro progetto di centro, o centrodestra, autonomo e alternativo a Berlusconi: quello di Angelino Alfano.

Nato nel 2013 con l’obiettivo di continuare l’esperienza di governo insieme al PD, il partito di Alfano tenterà di dar vita, insieme all’UDC di Casini e Cesa, ad un nuovo soggetto, chiamato ‘Area Popolare’, di ispirazione popolare e centrista. In attesa della fusione, i due partiti danno vita a gruppi parlamentari unici. Ma il nuovo soggetto politico non decolla, i risultati elettorali sono costantemente deludenti e, a causa dei malumori scaturiti dalle urne e ai dissensi politici tra le sue componenti, Area Popolare va incontro, nel corso degli anni, a diverse defezioni.

A fine 2016 finisce l’esperienza di Area Popolare: NCD e UDC si separano. Nel marzo 2017 NCD e i Centristi per l’Europa di Pier Ferdinando Casini, che ha chiuso con l’UDC di Cesa e ha scelto di rimanere alleato del PD, danno vita a gruppi parlamentari comuni e varano Alleanza Popolare.

Banco di prova significativo del nuovo soggetto sono le elezioni regionali siciliane, che vedono il mancato superamento della soglia di sbarramento del 5%. Alle elezioni politiche del 2018, Alleanza Popolare, insieme ad altre formazioni politiche, si presenterà in alleanza col PD, ma le tante defezioni e il passo indietro dello stesso Alfano, che non si ricandiderà, non sembrano la premessa di un buon risultato.

È evidente che l’attuale fase ascensionale del Centrodestra berlusconiano, che ha spinto molti ex alfaniani a tornare all’ovile (cioè da Berlusconi), lascia ben poco spazio alla costruzione di soggetti di centro o di centrodestra deberlusconizzati e che, per lo meno allo stato attuale, senza il Cavaliere di Arcore non c’è centrodestra che tenga.

Marco Sfarra