La XVII legislatura. Dalla non vittoria del PD al Governo Letta

Come è ormai noto, il Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere, sancendo la fine della XVII legislatura e indicendo nuove elezioni politiche, che si terranno il 4 marzo prossimo. Una legislatura avviatasi senza una maggioranza uscita dalle urne e che ha visto susseguirsi tre presidenti del consiglio, è giunta al termine. In questo ed altri articoli, ne esamineremo brevemente la storia.

sergio_mattarella_1_consultazioni_quirinale_lapresse_2016_thumb660x453

La non vittoria di Bersani, il recupero di Berlusconi, l’ascesa di Grillo

Alle politiche del 2013 la coalizione PD-Sel, ritenuta nei mesi precedenti in netto vantaggio sugli antagonisti, non sfonda: Berlusconi, dato per battuto, non riesce a vincere ma accorcia molto le distanze, tant’è che il Centrosinistra prevale sul Centrodestra di poco più di centoventimila voti alla Camera dei Deputati, che sono sufficienti ad avere la maggioranza assoluta in virtù del premio di maggioranza previsto dalla vigente legge elettorale, ma non ha i numeri in Senato, neanche alleandosi coi centristi di Monti, Casini e Fini. Il Movimento 5 Stelle, che corre da solo, è il primo partito alla Camera con oltre il 25% superando, sia pure di un soffio, il PD.

 

Le larghe intese: il Governo Letta

Il tentativo di Bersani di allearsi con i grillini fallisce, di qui l’unica opzione praticabile: le larghe intese. Nasce un governo di coalizione e Presidente del Consiglio diventa Enrico Letta, del PD (aprile 2013). Principali azionisti del nuovo esecutivo sono PD, il PdL di Berlusconi e lo schieramento centrista che fa capo a Mario Monti.
La vita dell’esecutivo Letta si preannuncia da quasi subito abbastanza difficile, a causa dei veti incrociati tra le forze politiche che compongono l’eterogenea maggioranza di governo. La crisi di governo del settembre 2013, di cui si parlerà in seguito, metterà a rischio la tenuta del governo, ma Letta riottiene la fiducia nell’ottobre successivo grazie alle divisioni interne al PdL. A novembre lo schieramento che fa capo a Berlusconi passa all’opposizione, ma la compagine governativa, grazie alla scissione interna al PdL, mantiene i numeri per governare. L’ascesa di Renzi, che conquista la segreteria del Pd nel dicembre dello stesso anno, sarà però fatale a questa esperienza di governo.

 

Marco Sfarra

Vastinforma

Vastinforma, il blog di Vasto, del Vastese e… non solo!