Letteratura. Un paragone tra Montale e Calvino.

eugenio-montale1-800x400Vi Invito a leggere La Farfalla di Dinard e Auto da Fé di Eugenio Montale (ma è difficile dire quanti di questi testi sono in realtà farina del sacco dell’americano Henry Furst) ed a paragonarli a Perché leggere i classici e alle Lezioni Americane di Italo Calvino. E ci si renderà conto che chi è stato sopravvalutato è senza alcun dubbio Eugenio Montale.
Henry Furst ( New York 1893- San Bartolomeo, La Spezia 1976). Fu segretario di Gabriele D’Annunzio a Fiume, poi corrispondente dall’Italia della NY Times Book Review (1931-1940). Su invito di Giovanni Gentile scrisse tutte le voci relative all’America per l’Enciclopedia Italiana. Collaborò nel secondo dopoguerra a Il Borghese e tramite la casa editrice Longanesi fece conoscere, con le sue traduzioni, i migliori scrittori americani della sua generazione. Fu anche amico di Eugenio Montale e scrisse segretamente, su sua richiesta, la maggior parte degli articoli sulla letteratura anglo-americana che Montale pubblicò a proprio nome negli anni Cinquanta sul Corriere della Sera. (Cfr Marcello Staglieno, ‘ Enrico aiutami, è una vita impossibile’, lettere inedite di Eugenio Montale a Henry Furst, Il Giornale, 24 ottobre 1989, p.3. Vedi anche Mario Soldati, Rami Secchi, Rizzoli, Milano, 1989).
Torniamo al paragone. Moralista Calvino? Ma quale grande autore NON è stato un moralista? Dante e la Divina Commedia insegnano. E poi Montale non è stato profondamente moralista? Certo che lo è stato, solo falsamente fa finta di non volerlo essere. Montale? Un autore sopravvalutato.

Filippo Salvatore