Letteratura. Cosa resta di Jovine?

1367859306Cosa resta dello scrittore molisano Francesco Jovine? Si è tenuta il 27 dicembre scorso al Circolo Sannitico di Campobasso la presentazione del volume Viaggio in Molise, con un saggio introduttivo di Sebastiano Martelli. Come va visto il più conosciuto degli scrittori molisani nel 2018?
Trovo che Francesco Jovine è uno scrittore datato e poco o nulla ha ancora da insegnarci nel 21o secolo. Il suo Molise rurale, immobile, è scomparso ed è ora un territorio selvaggiamente industrializzato e ridotto a pattumiera tossica da una classe dirigente inetta Si salva dello Jovine Viaggio in Molise per il taglio antropologico degli articoli giornalistici, alla Carlo Levi di Cristo s’è fermato a Eboli. Si salva anche, per la sua dimensione epica, di tragedia, come le ultime pagine indicano, il romanzo Le Terre del Sacramento. È la complessità umana, di seminarista e di prete mancato di Luca Marano, che diviene eroe suo malgrado, quello che di buono vi si trova. Il suo antifascismo è storicamente casuale. Il resto della produzione letteraria di Francesco Jovine vale poco. Qualche sprazzo di qualità c’è anche nell’altro suo romanzo, Signora Ava.
L’immagine che emerge dagli scritti di F. Jovine è quella di un ‘ruralissimo’ Molise, come lo definiva anche Mussolini. Al giorno d’oggi il Molise va definito ‘ cementificatissimo. Si pensi a tutto il cemento intorno a Isernia, alla periferia di Campobasso, a Venafro. a Larino, al ponte – mai ufficialmente inaugurato ed a rischio di crollo- che attraversa l’invaso del lago artificiale di Guardialfiera e al tratto di costa da Petacciato a Campomarino. Cemento, cemento, cemento e discariche tossiche, tossiche e abuso sistematico di terreni agricoli ( basta fare una capatina nella fascia costiera da Gualdialfiera fino a Termoli) per vedere a cosa è stato ridotta la valle del fiume Biferno. Restano, certo, e per fortuna i tratturi ed alcune aree collinari ancora intatte e da difendere. Ecco, questo è il Molise di oggi, nel 2018. L’immagine che si ricava dagli scritti di Jovine è tutt’altra, è quella di una terra povera, ma bucolica, dove la gente vive in sincronia con le leggi di Natura. Non è più il caso. Questo scarto mi spinge a dire che il Molise di F. Jovine NON esiste più. Inoltre, aldilà delle simpatie politiche, tanti suoi scritti risentono troppo della scelta ideologica marxista, pesantemente sottolineata dallo scrittore nei suoi racconti, in L’Impero in Provincia, in particolare.

Filippo Salvatore