Parole in versi, per un anno ancora (da F. Salvatore)

Per un “Buon Anno” 2018, riceviamo e pubblichiamo,
da
Filippo Salvatore (Montreal – Canada)

Una ballata svelta ed agile, descrittiva di un ambiente nordico, ammantato di neve, indurito nel gelo, segnato nel suo panorama urbano da tronchi e rami d’albero neri e spogli. Un panorama di esistenza oggettivamente difficile da sopportare, ma che non impedisce di prefigurare quando quel sole, “disco di giallo sporco” in “un intrico di olmi e di betulle”, tornerà vivido per rischiarare e riscaldare la terra. Che su di essa, ancora e sempre rifioriranno erbe e piante, sbocceranno fiori, canteranno in loro peculiari versi gli uccelli. “Si compirà”, come l’uomo sa e spera, quale che sia il clima e l’habitat, “il miracolo antico di natura / e sarà per un altro anno primavera”.
Il tempo va, il tempo viene, fortunoso e talvolta incerto, quando non oscuro, ma l’uomo sa – ci dice nel suo preannuncio il poeta – che per noi e la nostra terra c’è un Dio Creatore, o Madre Natura (come qualcuno preferisce pensare e dire) che fa …miracoli, o comunque quel che a noi umani dona esistenza e vita.  

E sarà primavera

Manna la neve
friabile, fresca è stasera
e s’è alfin calmata la bufera.

Un raggio lercio tra il grigio
della nuvolaglia a scintillii,
a minuetti invita il gelo
che duro avvolge i rami.

Un disco di giallo sporco
è il sole tra

Un nido si contorce
sulla cima dell’acero
e tra sbuffi di fumo
del camino, provvida
dimora, grumo pensile
da dietro il vetro ricamato.

Quando da terra spunteranno
i bucaneve e apriranno le corolle
le peonie, le petunie e le azalee
apparirà scuro solo il tronco.

Tra i boccioli verdi scomparirà
il nido che tanto sta sfidando
le sferzate, le raffiche, i sibili.

Trilli s’udiranno, gorgheggi, cinguettii,
si compirà il miracolo antico di natura
e sarà per un altro anno primavera.

Filippo Salvatore
Montreal, 30 dicembre 2017