Il gas metano per lo sviluppo del Vastese

gas_metano_1Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo 
Il Gas Metano per lo sviluppo del Vastese e non solo!
La contrapposizione tra i sostenitori di uno sviluppo integrato e sostenibile e i c.d. ambientalisti, spesso fondata su posizioni ideologiche pregiudiziali e chiuse ad ogni forma di dialogo, rischia di far dimenticare come la nostra Regione, in realta’ da molti decenni sia interessata dalle attivita’ estrattive che di fatto hanno consentito la nascita nel territorio regionale di un apparato industriale che ben pochi conoscono ! Esso anzi presenta sovente punte di eccellenza soprattutto nelle piccole services company locali, che si occupano di tecnologie per la realizzazione dei pozzi, della sicurezza, e della salute dei lavoratori e dell’ambiente, di forniture di prodotti e servizi altamente specialistici e qualificati, riconosciuti ed apprezzati in Italia e nel mondo, ma molto poco in Abruzzo. Inoltre, proprio le capacita’ e le professionalita’ delle nostre imprese hanno permesso che nel territorio non si trovi nessuna traccia di tali pluridecennali attività, che hanno portato alla produzione di centinaia di pozzi e decine di impianti estrattivi che neppure le popolazioni più vicine a tali impianti hanno mai risentito di alcun effetto negativo per ambiente e salute. L’entroterra vastese, come è noto, e’ disseminato di molti pozzi di estrazione del metano, alcuni attivi, altri ormai esauriti ma che fungono da stoccaggio per le riserve strategiche che vengono utilizzate per erogare gas nel periodo invernale, e che nulla impattano negativamente sull’ambiente circostante. A Montalfano di Cupello insiste la “Stogit” (ex gruppo “Eni”), il piu’ grande ed importante complesso di trattamento e di stoccaggio gas presente sul territorio italiano, che da oltre cinquanta anni opera, in perfetta sicurezza! .. Mai con una fuga di gas o con un disservizio di rilievo.
Sicurezza di esercizio, grazie alle norme estremamente restrittive usate in Italia e la tecnologia applicata in tutte le sue fasi di estrazione, di trasporto, di trattamento e di stoccaggio del gas a profondita’ geologicamente sicura e soprattutto stabile, assicura sia agli operatori del settore oltrechè all’ambiente circostante, una assoluta sicurezza certificata e statisticamente comprovata. Infatti, a dispetto dei discorsi di bar e di piazze, le attivita’ di upstream sono presenti in Abruzzo da decenni senza aver causato alcun danno o pregiudizio alle altre attività legate al territorio (turismo, agricoltura, produzioni tipiche, pesca, ed artigianato).
Esse danno lavoro a circa 5000 dipendenti complessivi operanti nelle aziende minerarie e di services oltre a circa 70 aziende operanti nell’indotto con la piu’ bassa percentuale assoluta di infortuni registrati tra quelle manifatturiere. La massa salariale annua complessiva per le aziende abruzzesi della filiera estrattiva si aggira sui 200 milioni di euro. Va detto inoltre che oltre ai risvolti sociali ed occupazionali. la nostra realta’ territoriale rende evidente una consistente ricaduta di benefit legati all’estrazione di idrocarburi, derivanti dai ritorni fiscali che risultano di indubbia convenienza economica. Va tenuto presente che l’attivita’ estrattiva specie quella del gas naturale occupa una superficie estremamente ridotta in riferimento al valore prodotto in termini di fatturato complessivo, contrariamente agli altri insediamenti decisamente invasivi che osserviamo nelle nostre aree industriali. Cosi’ a valere per le opportunita’ che si potrebbero cogliere sviluppando sia nuovi progetti, sia per il completamento di quelli già avviati. Di converso se si persegue la strada del no a tutto, si determinera’ una crisi irreversibile per l’intero sistema del valore ben rappresentato nella realta’ che in tanti anni si è costruita con successo.
I nuovi investimenti previsti per 1,4 mld possono generare occupazione aggiuntiva per almeno 800 nuove unita’, oltre al consolidamento del tessuto produttivo gia’ esistente.
Si stimolera’ la capacita’ produttiva delle imprese manifatturiere ed elettromeccaniche oltre a quelle dei servizi che potranno aumentare le vendite ed il fatturato che da anni soffrono la crisi economica, per una auspicata inversione di tendenza. Occorre ricordare che le attivita’ estrattive del metano locale agli inizi degli anni 60 hanno consentito la nascita e lo sviluppo della prima fase della industrializzazione abruzzese. Emblematica in tal senso la vicenda dibattuta e voluta da una politica illuminata e non disfattista che consenti’ la nascita dell’agglomerato industriale di San Salvo, in particolare l’insediamento SIV a partecipazione statale, ma anche lo sviluppo di altre aree della provincia di Chieti e dell’Abruzzo, Val Vibrata, Valle Peligna, Marsica e Val di Sangro fino ad allora depresse e ricche solo di emigrazioni: la Val di Sangro che nel tempo è diventato un vero e proprio “distretto produttivo” di alta qualificazione e competenza cosi come riconosciuto oggi dal governo nazionale.
Ma che cosa è questo metano, che ci fa’ tanto parlare di se? L’oro blu (colore della fiamma) che la natura ci regala in terra d’Abruzzo, e’ un gas naturale reperibile prevalentemente in giacimenti sotterranei. Più leggero dell’aria, incolore, inodore e insapore, è oggi una delle più importanti fonti di energia, in quanto essendo l’idrocarburo più semplice, con una molecola formata da un solo atomo di carbonio e quattro di idrogeno (CH4),brucia completamente senza quasi produrre inquinamento. Si trova di solito nelle porosità delle rocce che costituiscono la parte superiore della crosta terrestre e sono il prodotto di processi chimici e fisici svoltesi nel corso della storia della terra. Si trova a grandi profondità da dove viene estratto con trivellazioni, L’estrazione che deve avvenire sempre con una grande pressione di spinta, viene mantenuta sempre sotto controllo costante durante la fase estrattiva sia con la pressione naturale sia tramite ri-inezione di gas o di acqua debitamente trattata per non alterare le condizioni naturali del giacimento stesso. Pertanto risultano assolutamente infondate le informazioni date dai soliti detrattori ed inesperti del settore che paventano disastri e calamità epocali asserendo che l’estrazione provoca dissesti alla crosta terrestre. Assolutamente falso, non esistono statistiche di simili avvenimenti, ne’ tantomeno risulta alterato l’equilibrio delle varie stratigrafie per il semplice fatto che il giacimento in produzione deve rimanere sempre in pressione e quando va in esaurimento di riserva di gas, lo stesso viene usato come giacimento per lo stoccaggio di gas di riserva, utile per poter iniettare gas dalla rete nazionale e di importazione a pressione di stabilizzazione nel giacimento stesso per prelievi invernali durante il massiccio consumo per riscaldamento. Le polemiche che spesso leggiamo sui giornali, dove la valenza scientifica spesso lascia a desiderare, sono del tutto strumentali.
L’Abruzzo con una presenza di concessioni di molto inferiore all’Emilia-Romagna, Lombardia e Marche, non ha mai sofferto di dissesti geologici dovuti ad attivita’ estrattive anche importanti, e questo per ovvie ragioni scientifiche e fisiche!
Nel programma della Regione il Gas Metano è un elemento centrale dello sviluppo economico Abruzzese, perché è indubbio che grazie al metano oggi possiamo godere di tanti benefici che riceviamo in vita e che ha allontanato l’uomo dalla notte dei tempi e che lo accompagna nel cammino inarrestabile verso un futuro migliore. L’Italia ha normative e tecnologie per l’estrazione del Gas in perfetta sicurezza!, la Regione Abruzzo punti ancora sul Gas Metano, sull’oro blu che può essere ancora volano dello sviluppo e della rinascita.
Il Metano ci dà una mano, ci verrebbe da dire con spirito francescano.
…..FRATELLO FUOCO e SORELLA LUCE.
Luigi Marisi – Columbus mst – Ceo