L’Ini Canistro, seconda in Abruzzo per qualità delle cure

INI

La casa di Cura Ini, divisione di Canistro (L’Aquila) è la seconda tra le strutture pubbliche e private in Abruzzo per la qualità delle cure e il comfort assicurato, prima assoluta per quel che riguarda i ricoveri in acuzie, tutto questo secondo valutazioni espresse dai pazienti.

Lo rendono noto i vertici della struttura sanitaria gestita dalla famiglia Faroni. Il riconoscimento emerge dai dati del dipartimento Salute e Welfare della Regione Abruzzo, raccolti, elaborati e inseriti nell’ambito dell’indagine “La valutazione della qualità delle strutture ospedaliere secondo la prospettiva del cittadino”.

Il lavoro è condotto ogni anno dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), coinvolgendo centinaia di strutture in tutta Italia.

Per quanto riguarda l’Abruzzo, l’indagine ha riguardato 26 strutture pubbliche e private, e la clinica Ini di Canistro si è piazzata seconda in classifica generale, dopo la clinica San Raffaele di Sulmona, con un punteggio complessivo di 8,4 rispetto a una media regionale di 7,2 punti.

Il progetto Agenas è finalizzato alla rilevazione, valutazione e miglioramento della qualità dei servizi sanitari all’interno delle strutture ospedaliere, e prende in considerazione, come aree di indagine, “i processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona”, “l’accessibilità fisica, la vivibilità e comfort dei luoghi di cura”, “l’accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza” e la “cura della relazione con il paziente-cittadino”.

“Ci riteniamo molto soddisfatti di questo risultato – commenta il direttore amministrativo, Daniela Stati – A partire dal 2010 ha nostra clinica ha aderito al progetto dell’Agenas, e durante gli anni, su precise indicazioni della famiglia Faroni, la struttura si è adeguata con programmi di miglioramento, e oggi siamo stati premiati per la nostra tenacia e il nostro impegno”.

La Casa di Cura Ini di Canistro è nata nel 1988 nel cuore di una delle zone più suggestive dell’Appennino centrale, la Valle Roveto, su iniziativa del professor Delfo Galileo Faroni, ed è stata la prima struttura a eseguire interventi in laparoscopia.

Dispone oggi di 110 posti letto, di cui 41 accreditati, con prestazioni in regime di ricovero ordinario o diurno e in forma ambulatoriale nelle aree specialistiche di Medicina, Chirurgia e Riabilitazione, avvalendosi di tecnologie all’avanguardia.

Tra i fiori all’occhiello polo di Chirurgia Endoscopica (laparoscopia), di chirurgia vascolare, e l’unità funzionale di Urologia. Dal 1° gennaio 2018 la casa di cura Ini si trasformerà in monospecialistica in Ortopedia e riabilitazione.