Vasto – Politica e Cultura di scena a Vasto

cultura

Non so cosa ci sia dietro i continui attacchi del cosiddetto centrodestra rivolti più alla consigliera di Unione per Vasto che alla maggioranza: ma qualcosa di strano c’è e non è un bel vedere: sembra che l’opposizione sia rivolta nei confronti di Unione per Vasto più che della maggioranza (anzi direi SOLO). Quale velleitaria considerazione ha spinto il cosiddetto centrodestra a proporre la sfiducia nei confronti di Peppino Forte non è dato di sapere e forse non lo sanno neanche i proponenti: cosa speravano di ottenere dalla proposta se non la “compattazione” della maggioranza. Ma non c’è solo l’ingenuità politica o forse dovrei dire l’insipienza politica alla pase della proposta: le ragioni di questa che considero una vera e propria débâcle politica sta probabilmente nella presunzione, un difetto costituzionale di chi si sente decisamente superiore e mette in atto sistemi che sono propri della sinistra, la delegittimazione dell’avversario. Non si spiega altrimenti il concentrato di insinuazioni e accuse, invero pesantissime, nei confronti del consigliere Cappa che sta pagando il ruolo di “rappresentante di Tagliente”: le insinuazioni, le mezze bugie mascherate da mezze verità in un crescendo di “dubbi” (così appare nel comunicato) che di seguito riporto “Ci viene il dubbio che non possa fare diversamente” (ndr votare scheda bianca nei confronti della sfiducia a Forte). “Da giugno in poi. Ha un incarico in una società partecipata dal Comune per 5.000 euro; difende Lapenna nei processi; è stata salvata dall’incompatibilità dalla maggioranza di sinistra; rappresenta in Consiglio le istanze di Giuseppe Tagliente, il più incallito protettore (sic) delle Amministrazioni Tagliente: di grazia, come volete che voti? Il Consiglio del 28 novembre ha raccontato la vera storia di questa città, ha sancito persino l’inciucio Forte-Tagliente, dopo che quelli Lapenna-Tagliente erano noti da anni”. Mi fermo qui per carità di “centrodestra”. Una serie di insinuazioni, non dimostrate né provate, degne del peggiore Beria, un metodo staliniano di fare opposizione e non mi si venga a dire che sono un ventriloquo di Tagliente perché alla mia età non ho velleità di alcun genere. Da cosa nasca la certezza (in verità all’inizio dicono “dubbio”) degli inciuci, da quali documenti, accordi, sia pure segreti, si deduce non è dato sapere. Ora, se D’Elisa e Suriani possono esser in qualche modo giustificati per la loro scarsa frequentazione politico-amministrativa, diventa assai difficile capire come gli altri possano prestarsi a simili ingenue stupidaggini. Abbiamo un Laudazi, vecchio volpone delle Amministrazioni Comunali, un Giangiacomo altrettanto consumato protagonista dell’Aula consiliare ed uno scalpitante D’Alessandro che dopo aver “corteggiato” Tagliente ha toccato altre sponde con due pensieri fissi, lo stesso Tagliente e la Cultura di cui si sente, evidentemente depositario. Non ho citato Francesco Prospero che, stando a quanto riportato su “ZonaLocale” NON ha firmato: ciò induce a pensare (ma vedi che malpensante sono diventato!) che forse le firme non sono vere e chissà se una perizia calligrafica  …!

Nella intervista anche un fugace cenno all’Ospedale: non vorrei essere al loro posto nelle contraddizioni: “Non partecipiamo alle sceneggiate di chi ha scoperto e cavalca, con un carro funebre, la presunta morte dell’Ospedale per inseguire un seggio parlamentare, l’ultima speranza. Sull’Ospedale siamo stati, siamo e saremo gli unici a fare sul serio incalzando, senza sconti e sceneggiate, i responsabili della sua decadenza”. Ora può anche darsi che io mi sbagli ma questi signori prima parlano di “presunta” decadenza dell’ospedale e poi ne ammettono la “decadenza”: devo ritenere che non abbiano collegato tutti i circuiti? Debbo ritenere che stare in Piazza Caprioli mentre si teneva la riunione sulla costituzione del Comitato, Edmondo Laudazi e Mario Olivieri (Presidente della Commissione Sanità alla Regione), fosse un esercizio defatigante per aver combattuto “sul serio”? Tornando a bomba si registra, dopo qualche anno di silenzio, il ritorno di D’Alessandro sul tema Cultura e Bellafronte in particolare. Non metto indubbio la competenza del suddetto in tema di Letteratura anche se il contraltare è un certo prof. Gianni Oliva: dubito assai che abbia competenze sulle scelte operate dal Maestro Bellafronte in tema di Stagione Concertistica: così come dubito della possibilità di individuare nel personale comunale le competenze necessarie: infatti i firmatari, chiudono la RICHIESTA DI MOZIONE (?) al sindaco “PER RIDUZIONE DEI COSTI ORGANIZZATORI DI CULTURA” a firma multipla, con una strana proposta, “la gestione di tali cartelloni potrebbe essere tranquillamente essere affidata al qualificato personale comunale”. A parte il fatto che “Richiesta di Mozione” appare (posso dirlo?) ridondante, cosa significa “riduzione dei costi organizzatori di cultura”? riduzione dei compensi? riduzione dei servizi offerti? Forse dovrebbero essere più precisi: ma soprattutto fa piacere sapere che all’interno del personale comunale esista “personale qualificato” per assolvere alla funzione di “procurare o fornire” che dir si voglia CULTURA! Chi sono e quali le qualifiche che consentono a questo “qualificato personale comunale” di assolvere alle funzioni della Scuola Civica Musicale, del Teatro Rossetti e del Centro Studi Rossettiani: sarebbe interessante averne contezza. Soprattutto sarebbe bello scorgere, sia pure fugacemente, qualcuno dei firmatari tra i frequentatori, anche saltuari, degli appuntamenti culturali presso il Teatro Rossetti che, posso assicurarlo, registrano il pieno in abbonamenti e spettatori evidentemente soddisfatti di quanto proposto dal Direttore Artistico.

Elio Bitritto