Le suicide agevolazioni commerciali

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Abbiamo più volte denunciato da queste colonne l’invasione di prodotti alimentari di qualsiasi natura da parte di Paesi extraeuropei: invasione favorita da accordi commerciali siglati dall’UE e imposti all’Italia, con il consenso esplicito o implicito da parte dei vari governi, tutti, che si sono succeduti da che esiste questo elefante burocratico. Nella maggior parte nei casi si fa appello al gran cuore degli italiani (almeno si spera che sia dovuto solo a questo il consenso italiano: così puoi dire no alle arance o all’olio dei Paesi del nord Africa? Puoi dire no al riso che ci invade dal Vietnam? E come si fa a discriminare le nocciole e noccioline turche? E così troviamo sugli scaffali della grande distribuzione conserve, olio, d’oliva, olio di palma, zucchero di canna, riso e fra poco vedremo anche il “Parmezan” fabbricato direttamente in … Italia. Sono due gli aspetti fondamentali che bisogna trarre da questa lettura: intanto il fatto che le frodi alimentari costano all’Italia 54 miliardi di euro che, per la nostra economia rappresentano una cifra consistente (se poi ci aggiungiamo le sanzioni alla Russia è facile capire quale è il danno. L’altro aspetto, normalmente sottaciuto per i prodotti provenienti dai Paesi extraeuropei, è quello dello sfruttamento del lavoro, che riguarda in agricoltura circa 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), di operai sottopagati e sottoposti a rischi per la salute, di detenuti o addirittura di veri e propri moderni “schiavi”, argomento, questo, che non trova cittadinanza in questa Europa degli egoisti.

Tornando al Parmesan, la versione tedesca del Parmigiano, crea più di una perplessità (per usare un eufemismo) il fatto che la Corte di Giustizia europea nel 2008  afferma incredibilmente che soli i formaggi con la denominazione di origine protetta (DOP) “Parmigiano Reggiano”, possano essere venduti con il nome “Parmesan” perché questo termine è “solo” una evocazione del prodotto autentico. Ma le eccellenze alimentari italiane vengono “violentate” anche da alcuni luoghi comuni dai quali la nostra cara UE non ci difende: e così abbiamo la pasta “Mafia”, l’amaro “Il padrino”, la salsa “Wicked Cosa Nostra”, il caffè “Mafiozzo” …! E, sempre “ringraziando” questa organizzazione “egoistico-mafiosa” che risponde al nome di UE vediamo che, dopo l’irraggiungibile Cina, tante altre sono le nazioni che taroccano e tra queste la nazione piiù seria e rigorosa di tutte, la Germania delle Regole … su misura.

Elio Bitritto