In Sicilia ha perso il Pd ma anche il M5S

grilloIn Sicilia vince il centrodestra. Grillo, DiMaio e il M5S non riescono a far eleggere l’ex magazziniere e militante comunista Gianfranco Cancelleri. Che col sistema del voto disgiunto ha visto spostare più del 7% dei consensi dalle liste che appoggiavano il candidato del Pd Fabrizio Vicari su quello grillino. Anche una parte degli elettori della sinistra radicale ha espresso il voto utile premiando Cancelleri. Comunque i grillini rispetto alle politiche, quando come partito ottennero il 45%, hanno perso il 18% dei consensi perché la loro lista di partito è arretrata al 27%. La sicumera con cui hanno affrontato la campagna elettorale in Sicilia, la certezza della loro vittoria asserita da tutti i media facevano ritenere che la loro affermazione sarebbe stata certa e travolgente. Avevano fatto credere che Cancelleri fosse l’uomo del destino per la Sicilia. Ora stanno tentando di negare il fatto che M5S abbia perso voti. La gente non ne capisce di sistemi elettorali, voto disgiunto, elettori che votano Pd e nello stesso tempo Concellieri per la presidenza della regione.
Con l’elezione di Musumeci la destra ha fatto un altro passo in avanti verso il ritorno a Palazzo Chigi. Ma sarà una coalizione più di destra che di centrodestra. Uno schieramento in maggioranza sovranista, populista e nazionalista. Lo schieramento berlusconiano populista e liberista si è spostato su posizioni sovraniste che si battono per la riappropriazione da parte degli Stati del potere esclusivo di battere moneta, del dovere di proteggere le produzioni strategiche nazionali e di difendere i confini dalle migrazioni incontrollate finanzia dalle ONG.
Lo stesso risultato elettorale del quartiere romano di Ostia, una città nella città, con il 9% a CasaPound, rafforza ulteriormente questo nuovo assetto della destra italiana.
Berlusconi si è reso conto che i tempi sono cambiati. Tanto è vero che a Ostia e in Sicilia ha ritenuto di convergere sulla candidatura di due esponenti di Fratelli d’Italia. L’uomo Berlusconi ha conservato la sua dote di federatore, ma ci sono esponenti del suo partito che lo interpretano alla lettera nel suo impegno antipopulista. Ci credono. E possono creare problemi seri con Salvini e la Meloni. Meglio tenerli a freno.
La posta in gioco è il governo del Paese.

Emiddio Novi