Unesco ??????

Temple-Mount-Har-Habayit

United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization ovvero Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione e la Cultura: un acronimo la cui  appartenenza potrebbe riempire di orgoglio chiunque diventata in questi ultimi anni la principale istituzione del politicamente corretto nel mondo: istituzione che sta rapidamente bruciando gli indiscussi meriti che le si riconoscono grazie alle ultime scelte che definire culturali appare, più che eccessivo, tragicomico. È recente la decisione degli Stati Uniti di lasciare l’Unesco a causa della comprovata ostilità nei confronti di Israele determinata dal fatto che il gruppo più numeroso dei Paesi che costituiscono questa agenzia è formato da paesi musulmani, cosa che ha comportato l’elezione di un esponente politico del Qatar, Hamad bin Abdulaziz Kawari, alla guida dell’Unesco. E il Qatar è identificato da tempo come uno dei Paesi più inclini ad alimentare il fondamentalismo islamico oltre che per i grossi investimenti in Italia iniziati con il governo Monti “ricambiati” dall’appoggio allo stesso Kawari per la designazione nel 2010 di Doha  capitale della cultura araba: in quell’occasione nella Fiera Internazionale del Libro furono esposti ben trentacinque titoli antisemiti tra cui nove edizioni dei Protocolli dei Savi di Sion e quattro del Mein Kampf. Kawari — come ha ricordato sul Foglio Giulio Meotti — ha per di più curato (firmandone la prefazione) Jerusalem in the Eyes of the Poets. Un libro che — avvalendosi di una testimonianza di Roger Garaudy, l’ex comunista francese convertito all’islamismo più radicale — denuncia il «controllo degli ebrei» (sottolineiamo: qui si parla di ebrei, non di israeliani) su media e case editrici degli Stati Uniti. Perché sottolineo la parola “ebrei”? per il semplice motivo che la parola è associata alla religione ebraica, cosa che evidenzia una chiara discriminazione religiosa che, per un organismo di tale importanza, significa la negazione stessa della funzione per la quale è stato fondato e per il quale lo Statuto prevede, tra l’altro che “La federazione è apartitica, aconfessionale e non ha scopo di lucro”. Con buona pace di quanti le danno credito incondizionato.

Proprio in questo quadro di discriminazione religiosa  si inserisce la discutibile e discriminatoria decisione di ritenere il Muro del Pianto esclusiva pertinenza islamica. In pratica la risoluzione adottata nega qualsiasi legame tra il Monte del Tempio di Gerusalemme e l’ebraismo: si sostiene che la città è sacra alle tre religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam, ma che il Monte del Tempio lo è solo per i musulmani senza menzionare che è santo anche per gli ebrei. Per indicare il luogo non usa né il termine ebraico (Har HaBayit) né quello inglese equivalente (Temple Mount). Ad essere adoperate sono invece le definizioni musulmane di Moschea di Al-Aqsa e di Haram al-Sharif, che è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l’Egitto con le Piramidi. Questa “autoattribuzione”  (scusate il pessimo neologismo) è un totale falso perché l’islam afferma che la Moschea fu visitata da Maometto nel suo miracoloso viaggio di una notte: ma il profeta Maometto fece (o avrebbe fatto) questo viaggio nel 621 mentre le prime notizie sulla costruzione della Moschea risalgono al 705, a parte il fatto che la moschea sarebbe stata costruita prima che l’islam si diffondesse!!! Ai lettori il giudizio su questa discutibile organizzazione.

Elio Bitritto