Un golpe dei poteri forti la riconferma di Visco

Veduta esterna della sede della Banca d'Italia, Palazzo Koch, a Roma in una foto d'archivio. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La riconferma di Visco ai vertici di Bankitalia è stata un golpe dei poteri forti. Che hanno umiliato il Parlamento e hanno dimostrato chi comanda davvero in Italia.
Non comanda certo Renzi. Lui e il PD erano contro la riconferma.
Le opposizioni, poi, contro gli attuali vertici della Banca d’Italia e contro Visco sono schierate da anni. Soprattutto contro la Vigilanza che doveva controllare il sistema del credito. Controlli che spesso sono mancati anche per l’oggettiva corruzione di molti funzionari.
Si è assistito alla farsa delle porte girevoli di funzionari della Vigilanza della Banca d’Italia che dopo una ispezione venivano assunti con compensi da capogiro dalla Banche saccheggiate da chi le amministrava. Gli uomini di Visco in pratica ricattavano i banchieri disonesti, si dimettevano da Bankitalia, si facevano assumere dalle banche con i conti terremotati e si assegnavano stipendi da capogiro. Non solo. Una volta cambiato lavoro curavano i rapporti con i loro colleghi che facevano ancora parte della Vigilanza. Un sistema di corruzione radicato e dilagante. Il governatore Visco ha permesso questo e altri scempi. Bankitalia è stata debole con i forti e quasi persecutoria con le piccole banche che, svalutate, potevano essere svendute per poche lire.
Uno dei sistemi seguiti dalla Banca d’Italia e dalla Bce era quello della svalutazione sui crediti imposto agli istituti in difficoltà. Una volta svalutati i crediti alle piccole banche non rimaneva che un’unica via di uscita per evitare il fallimento: farsi assorbire dalle grande Banche che facevano parte del sistema dei poteri forti. Visco è stato responsabile di questo tipo di andazzo a Bankitalia. Ecco perché tutte le forze politiche si opponevano alla sua permanenza nella carica di governatore di una Bankitalia riprivatizzata da Prodi, dopo che Berlusconi e Tremonti nel 1995 la nazionalizzarono.
Con Prodi si è ricreato il vero, grande conflitto d’interessi che mina il sistema creditizio. Bankitalia è di proprietà delle grandi banche che dovrebbe controllare. I media garantiscono e proteggono questo conflitto d’interessi. E hanno garantito e protetto la riconferma di Visco imposta dalla Bce di Draghi, dal presidente della Repubblica Mattarella ed eseguita dal premier Gentiloni contro il suo stesso partito.
E così a fine legislatura gli italiani hanno potuto constare che il Parlamento non conta niente, che i leader dei partiti ancora meno, che i poteri forti della grande finanza continuano a tenere in ostaggio l’Italia.

Emiddio Novi