Speranza di morte o speranza di vita

la morte

Oggi Shakespeare aggiornerebbe il suo famoso amletico dubbio “essere o non essere” in “essere o non essere … in vita”. Quell’anima candida di Padoan ha appena superato l’età minima per la pensione essendo nato nel 1950 e, fatti due conti della serva, probabilmente aiutato da un altro sodale di livello come Tito Boeri presidente dell’INPS, ipotizza, con sprezzo del ridicolo (frase ormai entrata nell’uso collettivo come ”cioè”) una forma radicale di “spending review”. Per chi non ha buona memoria si tratta di quel meccanismo che vuole uniformare, per esempio, il costo di una siringa in tutti gli ospedali d’Italia laddove, a seconda delle ASL, hanno o avevano dei costi variabili anche del 100 o 200%: ebbene i due compari hanno scoperto che se i pensionati continuano ad essere così pervicacemente ed irragionevolmente abbarbicati a questa “vita agra”, l’INPS e in generale i conti dello stato vanno in malora. Naturalmente non è solo la pensione che incide sulla spesa, è anche la sanità: quando poi unite, in una persona l’età e l’assistenza sanitaria, le preoccupazioni dei due compari diventano, se non legittime, obbligatorie. Di qui il dilemma amletico aggiornato ed adattato “essere o non essere … in vita”! Naturalmente si pone un quesito di ordine morale: intervenire direttamente sui pensionati trasferendoli in una riserva e togliendo loro la pensione, la casa e qualsiasi altra rendita, acciocché lentamente e inesorabilmente diano addio ad una vita spesso agra: in qualche caso le riserve di grasso del pensionato sono tali che gli consentono di vivere più del previsto ma non si può avere tutto e subito; altro sistema, sicuramente più efficace e sbrigativo è quello di affidare il servizio di abbandono rapido dagli agi delle pensioni e delle vitamine, a medici necrofori che abbiano conseguito il Master “Joseph Mengele”, novelli “Angeli della Morte”. L’unica difficoltà sta nella scelta della età del congedo: se portarla a 75 anni o, viste le condizioni dell’INPS, a 70 come vorrebbe Boeri. I vantaggi, inutile negarlo, sarebbero immediati per tutti e sarebbe così possibile aumentare le pensioni e i privilegi a deputati, magistrati, grandi funzionari dello Stato e via dicendo.  Ed anche qui il solito dilemma “speranza di vita da una parte e speranza di conti in ordine dall’altra”

Utopia? Boh!

Elio Bitritto