Il diritto allo ius soli ?

Galli delle Loggia

“Questione di civiltà”: lo slogan con cui si vuole imporre il diritto alla cittadinanza italiana a chiunque, a chi la merita e a chi la considera solo come la possibilità di fare il proprio comodo. Tutta quella massa di buonisti che predica l’accoglienza ad ogni costo portando avanti il concetto di bambino che nasce in Italia da genitori stranieri, studia, magari fino alla laurea, perché non deve essere considerato cittadino italiano? Domanda più che legittima ma capziosa che concede un diritto inesistente a chi magari non ne vuole proprio sapere. “Nelle scuole ci sarebbero alunni di serie A e alunni di serie B”: una affermazione che è peggiore di uno slogan sessantottesco: se questi buonisti che per definizione sono più bravi ed intelligenti dei rozzi qualunquisti di destra et similia, hanno notizia di professori che discriminano in base alla provenienza denuncino apertamente il comportamento di quei docenti che, secondo loro, agiscono in questo modo. È evidente che non si è registrato un solo caso del genere in tutta Italia e, se anche fosse stato registrato si deve ritenere che sia 1, 2 10, 10 casi su 7 milioni di studenti: fermo restando che non si ha notizia di comportamenti discriminatori di docenti nei confronti di alunni stranieri, resta il fatto che ove mai dovessero esserci, i provvedimenti sarebbero automatici. Quindi questi mestatori di odio prospettano una possibilità infinitesima così come io poteri prospettare un’altrettanta infinitesima possibilità che lo studente straniero possa assumere atteggiamenti di sfida o di ribellione al sistema scolastico italiano. Posto dunque che il timore di atteggiamenti discriminatori dei docenti nei confronti di alunni stranieri è nella mente, solo nella mente, di gente che non fa politica ma si limita agli slogan, c’è qualche motivo ostativo perché sia lo studente “straniero” a decidere, magari con la sua famiglia, se diventare cittadino italiano o restare nella nazionalità d’origine? C’è qualche motivo serio perché l’alunno straniero che è arrivato alla laurea in Italia faccia un esame di lingua e cultura italiana? C’è qualche strano o arcano motivo per cui lo straniero, che abbia studiato in Italia, abbia preso o no diploma e/o laurea, abbia una fedina penale pulita? C’è qualche motivo particolare perché un straniero che si sia comportato sempre come si deve, non possa essere espulso o gli sia revocata la cittadinanza se commette gravi reati? Sarebbe sufficiente rispondere a queste domande per far accettare alla maggioranza degli italiani una legge solo ideologica e non giustificata da altro che la presunzione di essere nel giusto? E quelli che non studiano? Quelli che non raggiungono diploma o laurea saranno  accettati come cittadini italiani? Quale dunque il criterio? Siamo alla follia per partito preso, ferma restando la domanda più importante: quanto si sentono italiani questi ragazzi, soprattutto se di fede islamica che è assolutamente incompatibile con la Costituzione italiana e con il fatto che “Sacro” e “Profano” sono assolutamente distinti?

Elio Bitritto