Il vastese F. D’Annunzio al Convegno D’Autunno dell’A.N.PO.S.DI

ANPOSDI logo_BDal 12 al 16 ottobre, a Tivoli Terme (RM), è in corso il Convegno D’Autunno dell’A.N.PO.S.DI (Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali – Presidente il dott. Mimmo Staltari), un Cenacolo di cultori e studiosi del “dialetto”, o per meglio dire della cultura, popolare in senso lato, che affonda le sue radici (si veda l’espressivo logo) nelle varie e specifiche realtà geo-sociali d’Italia.

Una letteratura teoricamente minore e tendenzialmente di nicchia che, pur intrecciandosi inevitabilmente con quella nazionale, nasce e si sviluppa con una peculiarità e autonomia non solo ‘linguistica e filologica, e che – a dire del relatore del Convegno, il prof. Dino Gesuino Manca dell’Università di Sassari – merita di essere esposta, per una doverosa e fruttuosa conoscenza antropologica e culturale, in una Antologia della letteratura “degli italiani” più che “italiana”.

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In tale raduno nazionale, ancora una volta, l’Abruzzo è stato rappresentato anche dal noto poeta e
scrittore vastese Fernando D’Annunzio.

Particolarmente apprezzata dall’attento e folto uditorio, presente al Grand Hotel Duca D’Este, è stata la lettura del suo brano poetico “Due Novembre (L’Alme di li Murte)”. Un testo che ai tratti e al colore vernacolare della “lingua vastarola”, di cui il nostro è appassionato e capace cultore, unisce una particolare delicatezza lirica, intrisa di devozione e compassione: espressione della pietas che si deve al corpo oltre che all’anima dei morti, rischiarata dalla luce della fede cristiana. Un credo che, come sappiamo, ci porta a confidare che …”L’Alme ni’ mmore … E crésce la speranze / d’aritruvàrce ‘n Ciéle tuttiquènde”.

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