L’omaggio ai terroristi

opera-coi-nomi-dei-terroristi-di-barcellonalobelisco-della-discordia-a-pag_bdc029c0-ae9b-11e7-ba5e-b9da5da370ec_700_455_big_story_linked_imaNon so se crede realmente a quello che dice l’autore di questa contestatissima opera d’arte, Gaetano B: questo artista, peraltro abbastanza famoso per essere stato premiato da personalità del mondo dell’arte, ha voluto ricordare la strage di Barcellona e quella di Cambrils, con la realizzazione di due stele alte tre metri (foto Cesni), che riportano in basso i nomi delle vittime (14 anche se in realtà sono state 16) e dei carnefici, accomunati tutti in un ulteriore affronto perché tradotti in arabo. Il sindaco del paesino, Pagazzano (BG), dove è esposto questo insulto, Raffaele Moriggi,  cade letteralmente dalle nuvole e dichiara che non ne sapeva nulla: così il curatore della mostra, Giuliano Ottaviani (che vede anche opere di Picasso e De Pisis), che afferma di aver preso la mostra “a scatola chiusa”. L’autore dell’opera afferma che le ha create appositamente per invitare tutte le persone coinvolte a “piangere i propri morti”. Come se non bastasse il sindaco invece di rimuovere l’opera (per la quale il suo giudizio è negativo) decide di lasciarle al loro posto ricoperta con due teli (per non far leggere i  nomi) con la scritta “Censored” (che in italiano corrisponde a “Censurato”!!!) perché i visitatori, volendo, possano sollevarli: è appena il caso di rilevare che basta scrivere “censored” su qualcosa coperto perché tutti li sollevino. Gaetano B si difende  dichiarando di aver tradotto tutti i nomi in arabo per rimarcare l’eguaglianza tra tutti i defunti, al punto che i titoli di questa “costruzione” sono “Pietas 1” e “Pietas 2” a richiamare i monumenti ai caduti in guerra. Inoltre dichiara, non so se consapevolmente o meno, che “Sono stele commemorative per gli uni per gli altri. Separati nella vita, uniti nella morte. Prese una alla volta hanno un senso. Ognuno piange i propri morti”,

Io avrei messo un altro titolo “Carnefici” e “Vittime”, o anche  “Terroristi”  e “Civili inermi”, ma questa sensibilità evidentemente non fa parte del suo DNA.

Elio Bitritto