Ischia e il Porto

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Tradizionale Festa del Porto, s così possiamo definirla, quella che si è tenuta lo scorso settembre ad Ischia Porto. Un avvenimento che ricorda l’inaugurazione del Porto nel 1854 ad opera del Re Ferdinando II che intuì come quello che era un lago vulcanico, adibito a riserva di caccia reale fino a quel momento, potesse e dovesse essere l’opportunità di accedere all’isola con maggiore facilità consentendone anche lo sviluppo, quello sviluppo che sarebbe stato particolarmente evidente in campo turistico. La preparazione dell’avvenimento è complessa perché sii svolge in varie fasi, a cominciare dall’uscita dal porto di tutti i natanti, piccoli e grandi perché il porto potesse essere visti nella sua configurazione originaria; successivamente il “cerimoniale” prevede l’ingrasso trionfale del Re e del suo seguito su una barca che ricorda quelle dell’epoca. Allo sbarco del Re segue la sfilata in abiti d’epoca, come al solito forniti da quel vulcanico architetto che risponde al nome di Giuliana Tosone di Polvere di Stelle, per le strade di Ischia addobbate per l’occasione  e precedute dalla banda cittadina. Giri dell’isola sulle barche, organizzate dai pescatori, spettacoli teatrali e musicali fino agli immancabili spettacolari fuochi d’artificio a mare.

Una particolarità della festa di questo anno è relativa alla sobrietà, per rispetto alle vittime ed alle sofferenze degli abitanti di Casamicciola e Lacco Ameno colpiti da terremoto dell’agosto scorso, ma non meno ricca e coinvolgente gli ancora numerosi turisti, italiani e stranieri che affollano l’Isola Verde. Ancora una volta, dunque, Giuliana Tosone presta la sua opera e la sua organizzazione ad Ischia, un po’ la sua seconda “patria” ed ancora una volta l’apprezzamento degli ischitani e dei turisti per gli abiti e gli addobbi.

Elio Bitritto