IO SGHIGNAZZO

risata di Stanlio ed Ollio

Io sghignazzo perché non posso fare a meno di tornare sulla proposta di staffetta del digiuno o di digiuno a rate o di digiuno simbolico. Io sghignazzo perché non posso fare a meno di pensare che si tratti di una mossa pseudo simbolica tesa a far vede quanto siamo buoni  noi italiani, anzi noi di sinistra novelli apostoli e magari martiri della bontà. Io sghignazzo anche perché se all’ultima che ha aderito, l’ineffabile, immarcescibile, inimitabile Rosina Bindi, a capo dell’antimafia per imperscrutabili motivi, un digiuno, anche simbolico, potrebbe snellire una figura poco aggraziata, credo che lo stesso digiuno potrebbe invece arrecare gravi danni ad un fisico piuttosto scheletrico quale quello del sottosegretario Delrio. Per quanto riguarda invece i docenti da cui la santa iniziativa è partita, io continuo a sghignazzare pur da docente in pensione (dovessi dire in quiescenza dovrei agire con gesti poco eleganti vista l’affinità della parola con il “requiescat) perché credo che per loro nessun danno sia previsto dato che sono già abituati a fare la fame visto il trattamento economico che sindacati e governo attribuiscono alla categoria. In realtà i dubbi sull’iniziativa che all’interno dei sinistri movimenti nessuno si azzarda a contestare a causa della mai dichiarata gara a chi la fa più sciocca, vengono da più parti e qualcuno si rende conto che l’iniziativa presta il fianco a qualche considerazione di tipo prevalentemente comico nonostante i tentativi di attribuirle una valenza morale e simbolica (e questo mi porta all’ennesimo sghignazzo). A parte il fatto che è un tipo di “protesta” quanto meno datata, è l’attributo “staffetta” che fa sollevare qualche sopracciglio e sorridere quando non si sghignazzi apertamente, oltre a qualche  riflessione spontanea che si può tradurre in termini di tempo impiegato al nutrimento e tempo dedicato al digiuno, in pratica l’ennesima scoperta dell’acqua calda. In realtà tutti noi (o la maggior parte di noi) passiamo più tempo a digiunare che a nutrirci: qui, con un semplice calcolo, mi rendo conto che lo sghignazzo assurge a livelli impensabili: per esempio io sono un aderente inconsapevole a questo sciopero anche se ignoravo che stavo compiendo una azione di solidarietà (a chi poi non è ancora chiaro!). In pratica al  mattino faccio colazione dalle 07.00 alle 07.15, digiuno fino alle 13.00 e mangio (in realtà mi nutro) fino alle 13.30 (e sono a 45 minuti), alle 20.00 circa interrompo il digiuno e, sia pure in modo frugale, mangio per altri 15 – 20 minuti, dopo di che non mangio altro fino alla mattina seguente. In totale dunque nell’arco delle 24 ore dedico al digiuno tra 60 e 65 minuti e tutto il resto al digiuno! Sghignazzo? Ma come non sghignazzare? Sono costretto a considerarmi inconsapevole digiunatore e non devo sghignazzare dopo tutte le critiche che ho fatto all’iniziativa? Sono iscritto d’ufficio nel club dei buoni anche se inconsapevoli? Purtroppo sì ed allora mi sghignazzo da solo e senza neanche guardarmi allo specchio perché, tanto, mi ricordo la mia faccia di sghignazzatore. Merito l’indulgenza di Papa Bergoglio e quindi mi toccherà il paradiso? Sghignazzo. Sarà possibile, infine, contare sulla assegnazione del Nobel per la Pace il prossimo anno? Che sia possibile o no, io sghignazzo!

Elio Bitritto