Il Clima … ideologico

grafico Rubbia

L’Italia è il Paese in cui tutti dicono che non esiste più la destra o la sinistra o qualsiasi altra forma di ideologia politica ma, a quanto pare, il virus della certezza, che io chiamerei “ipsedixit” possiede tante persone alcune delle quali, lo ammetto, sono in buona fede … ma molte altre sono letteralmente proni ad affermazioni che possono essere smentite senza scomodare improbabili modelli matematici spesso adattati a certe teorie. Sto parlando del clima questo fenomeno della natura che, probabilmente, è quello che con i terremoti e forse più di questi, è impossibile definire, inquadrare, prevedere. L’assunto del catastrofismo climatico è il seguente: la terra si sta riscaldando a causa dell’attività dell’uomo e, con l’attuale ritmo fra poco finiremo tutti arrosto, morti di sete, invasi da tutti i popoli delle fasce intertropicali che cercheranno un momentaneo refrigerio nelle regioni climatiche a nord e a sud dei tropici senza dimenticare gli uragani  in aumento come numero e intensità. In realtà l’unica cosa vera è che il riscaldamento esiste ma l’uomo non c’entra e, se mai c’entrasse, il suo contributo sarebbe irrisorio. Mi pare già di vederli i mei amici e conoscenti che, con aria di sufficienza, mi paragonano a quel poveruomo (si fa per modo di dire!) che risponde al nome di Trump Donald. Certo, la mia formazione scientifica mi induce a dubitare (cogito, o anche dubito, ergo sum) delle affermazioni apodittiche, dei dogmi scientifici ed allora che fai? Chiedi a chi ne sa più di me (e te). In realtà non ho avuto modo di chiedere perché mi è capitato tra le mani l’intervento del senatore a vita, nonché Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, davanti alla Commissione Ambiente del Senato il 26 novembre 2014. Ebbene i fatti salienti sono i seguenti: Il clima sulla terra è sempre stato molto variabile; negli ultimi 2.000 anni la terra era così calda che Annibale superò le Alpi con gli elefanti cosa (verso la fine di settembre del 218 a.c., cosa che oggi non potrebbe fare); intorno all’anno mille si è prodotto un aumento della temperatura sul tipo di quello del 218 a.c.; dal 2000 al 2014 la temperatura della terra non è aumentata ma diminuita di 0,2°. C’è da registrare peraltro  un aumento esponenziale della emissione di CO2  che “suggerisce” all’IPCC di proporre ai governi una drastica riduzione attraverso tutta una serie di interventi e di accordi l’ultimo dei quali quello di Parigi che Trump non ha siglato. Basterebbe il grafico che riporto per vedere come anche con emissioni basse e bassissime di CO2  le temperature hanno subito variazioni anche notevoli. Rubbia non nega che l’aumento dei gas serra, essenzialmente CO2 e flatulenze degli allevamenti,  possa e debba essere ridotto ma l’aspetto incontestabile è che si dovrebbe mettere mano anche alle emissioni vulcaniche del tipo del Krakatoa, del Soufrière, del Pinatubo, del Mayon o del Tambora, ciascuna delle quali ha emesso più CO2 di quanta ne emette oggi l’uomo ed abbiamo già visto che la temperatura varia notevolmente indipendentemente dall’anidride carbonica.

Elio Bitritto