Vasto. Crisi idrica

74696560_lente_d_ingrandimentoLe piogge di settembre ci stanno annunciando la fine dell’estate e, sia pure gradualmente, Vasto e il Vastese si stanno lasciando la crisi idrica alle spalle. Per quest’anno. E’ evidente, infatti, che, anche ammettendo la siccità particolarmente lunga che si è vista quest’anno, il problema idrico che attanaglia la nostra città e il territorio circostante è di carattere strutturale, più che congiunturale. Infatti, analizzando le dichiarazioni ufficiali ed ufficiose provenienti da istituzioni, esponenti politici, e dalla SASI stessa, si può concludere che, pur essendosi ridotta la disponibilità di acqua a causa della siccità, la cosa di per sé non giustificherebbe il rischio di ‘rimanere a secco’ che abbiamo corso quest’estate, in quanto le sorgenti di Fara San Martino hanno mantenuto, sostanzialmente, la loro portata. Il vero problema, e se ne parla da decenni, è dato dallo stato delle condutture, che provoca la perdita forse del 50% dell’acqua che le attraversa. E’ questo il vero tallone d’Achille della rete idrica, anche se la diga di Chiauci, rimasta praticamente a secco ad agosto, non è ancora completa ed è decisamente lontana dall’utilizzare il 100% della sua capacità potenziale. Ed è chiaro che il nodo è destinato a venire al pettine l’estate, quando la popolazione praticamente raddoppia e – quest’anno specialmente – le piogge diminuiscono di molto. Il problema è chiaro, la soluzione difficile. Ovvero: da più parti si lamenta la mancanza di investimenti sulla rete idrica, salvo poi constatare che mancano i fondi e/o per lentezze burocratiche gli interventi previsti non vengono attuati. E’ chiaro che l’inefficienza della rete idrica penalizza una città come Vasto caratterizzata da una marcata propensione turistica e, in generale, si può fare lo stesso discorso per San Salvo e altri centri situati tra Abruzzo e Molise. Senza considerare che la crisi idrica di quest’estate ha riguardato, oltre alle attività agricole, l’attività delle fabbriche, ed è evidente che questo handicap diminuisce la competitività della nostra terra nell’attrarre (e mantenere sul territorio) le attività industriali. Sono previsti, per i prossimi anni, una serie di interventi strutturali inerenti alla rete idrica, vedremo come andrà a finire. E’ cosa certa che, se si vorrà veramente mettere la parola fine ad una questione vecchia di decenni, e che i cambiamenti climatici in corso potranno solo peggiorare, bisognerà evitare di inseguire le emergenze ponendo in essere una serie di interventi programmati secondo un’ottica di medio termine ed evitando opere improvvisate e/o incompiute.

Marco Sfarra

 

Vastinforma

Vastinforma, il blog di Vasto, del Vastese e… non solo!