Tutti a scuola. Piccoli consigli per un grande rientro.

psycologyLa settimana scorsa abbiamo affrontato il tema del rientro al lavoro, questa settimana voglio parlare del rientro a scuola. Anche i più giovani devono affrontare i caratteristici stati d’animo e stress correlati alla fine della lunga pausa estiva. Per i più piccoli significa un nuovo inizio e il principio di un percorso che li accompagnerà fino alla maggiore età. Le emozioni in gioco sono tante e noi adulti abbiamo il duro compito di convogliarle verso pensieri sereni e funzionali, in modo da non disorientarli. I cambiamenti spesso si accompagnano ad ansia e stress, che inevitabilmente vanno gestite nella loro forma iniziale per evitare malesseri più profondi. Ovviamente ogni fascia d’età manifesta diversi modi di adattarsi e reagire al rientro a scuola. Del tutto normale è la presenza di sentimenti ambivalenti tra il non voler svegliarsi presto, non voler sottostare a delle regole ben precise e invece la voglia di rivedere compagni e amici dopo la pausa estiva per scambiarsi e raccontarsi le reciproche esperienze fatte. Per quanto riguardano le paure dei bambini più piccoli i sintomi tipici sono: irrequietezza, maggiore richiesta di attenzioni, risvegli notturni e incubi. Può essere necessario parlare più di una volta al giorno con il bambino per spiegare cosa vuol dire stare all’asilo con altri bimbi e con le maestre che si prenderanno sempre cura di loro, insomma frequenti rassicurazioni potranno calmare il piccolo aiutandolo a comprendere meglio la nuova situazione. Con gli alunni più grandi invece, un tema da affrontare è quello della sicurezza e del bullismo, infatti dalle scuole elementari alle scuole superiori un problema frequente che si riscontra è quello della paura di essere presi di mira da qualche altro compagno. Anche le difficoltà di apprendimento e l’incapacità di raggiungere i traguardi sperati  può influenzare la voglia di recarsi a scuola e creare scompensi comportamentali. Nelle famose fasi di transizione va tenuta d’occhio la pressione sociale e il voler conformarsi, i ragazzi possono condizionarsi negativamente e mettere a rischio il loro benessere. Alcuni sintomi psicosomatici che si manifestano, come nausea, mal di testa, mal di pancia, dolori articolari possono sembrare delle “scuse” per non andare a scuola ma in realtà celano lo stress e l’ansia che non vengono correttamente verbalizzate. Risulta necessario mantenere con i bambini, pre-adolescenti e adolescenti un dialogo continuo e spingere i genitori a mantenere un canale di comunicazione sempre aperto. Ovviamente se la situazione sembra difficile da gestire e fuori dalla propria portata il consiglio è di rivolgersi ad un professionista. Comunque molto spesso gli alunni, dai più piccini ai più grandi recepiscono gli stati d’animo dei genitori e quindi attraverso qualche piccola accortezza è possibile dare serenità e incoraggiamento. Consigli pratici per i genitori: infondere ottimismo, entusiasmo e positività magari focalizzandosi sugli aspetti che si giudicano più accattivanti per i propri figli; arrivare preparati al rientro coinvolgendo il bimbo e/o l’adolescente nell’acquisto e nella scelta dei libri e dei materiali; ripristinare qualche giorno prima del rientro degli orari corretti di ciclo sonno-veglia per evitare turbamenti dell’ultimo momento; incentivare l’autonomia e rendere partecipe lo scolaro di tutti i cambiamenti che ci saranno. Ma più di tutto è consigliabile parlare serenamente di tutti gli stati d’animo e dei sentimenti che si provano nei confronti della scuola in modo da condividere pensieri e paure, e poterle affrontare insieme. In conclusione, ascoltiamo i nostri figli e accompagnamoli alla vita, lasciandoli però liberi di esprimersi e segnare il proprio cammino in autonomia e certi del nostro totale appoggio e sostegno.

Dott.ssa Adelaide La Verghetta

PER APPROFONDIMENTI: Si va a scuola. Prepararsi ai primi giorni in classe”, Alberto Pellai. Erickson

“Pensieri sottobanco. La scuola raccontata alla mia gatta”, P. Fasce, P. Domingo. Erickson