“Mero atto osceno”

stupro

Questa la motivazione con cui il giudice ha ritenuto essere stato l’atto masturbatorio di un marocchino di 27 anni uno dei tanti “richiedenti asilo” su un bus metropolitano, linea 68, di Torino che ha eiaculato sugli abiti di una ragazza. Siamo passati dalla carezza volontaria o intenzionale sul lato B di una donna classificata come violenza sessuale a quello che è stato definito atto osceno, peraltro mero, cioè “puro”. Chissà come lo stesso giudice avrebbe reagito se la “purezza” di quell’atto avesse contaminato la gonna di sua moglie o di sua figlia. In conseguenza di quello che è stato paragonato ad un “mero” raptus adolescenziale non si può dare l’arresto, al massimo si configura un illecito amministrativo dato che, scrive il magistrato nell’ordinanza “nel racconto della ragazza non sono presenti elementi per confermare  che lo sfregamento masturbatorio sia stato effettuato in appoggio alla gamba della donna” (sic!): in conseguenza di ciò è prevista una ammenda che l’incontinente  non pagherà mai perché è un “richiedente asilo”. Il che ci fa pensare che la sentenza autorizzi chiunque a fare “porcate” davanti alle donne (e così il marocchino ha sdoganato anche il tabù del porco o maiale o suino che dir si voglia dato che comportarsi da porci non è come mangiarne la carne!).

 Ma la magistratura ci sta abituando a ben altro considerando quello che è accaduto a Reggio Emilia dove un pakistano, un altro richiedente asilo, ha stuprato un ragazzo tredicenne disabile! Si è giustificato, trovando comprensione nel giudice, dicendo che il minore era consenziente! Ripeto “minore (13 anni) e disabile”! Pena “obbligo di residenza”, neanche arresti domiciliari tanto non ci sarebbe stato pericolo di fuga (e chi glie lo fa fare al profugo di fuggire dall’Italia!). Ci si sarebbe aspettata una mobilitazione “senza se e senza ma” da parte delle varie associazioni  femministe, dall’ANPI, dai sindacati, dal PD, dalle istituzioni, dal sindaco di Torino, dalla sora Laura, femminista e anche no a seconda delle circostanze, insomma da tutti quelli che ragionano col cuore e non con la pancia, che portano avanti la loro campagna contro l’odio razziale approvando in nome dell’accoglienza qualsiasi porcheria venga fatta dai richiedenti asilo. Personalmente di porci, stupratori e pedofili ne abbiamo già di nostro senza doverne accogliere anche altri e quindi chi sbaglia “paga” in Italia e poi a calci degli zebedei al paese loro.

 Ma l’animo delle sinistre è questo totalmente, fideisticamente quando si pensi che un loro pezzo da 90, come la Serracchiani, è stata trattata come una populista qualsiasi, una maschilista, una razzista solo per aver dichiarato che  lo stupro di una ragazza da parte di un profugo è peggiore di quello fatto da un italiano perché abusa del fatto che è una donna e perché abusa della ospitalità italiana. Ancora: due pakistani stuprano una ragazza bresciana di 22 anni: peccato veniale, arresti domiciliari perché  lei “ci stava” secondo loro ed a nulla sono valse le proteste della ragazza: il giudice ha applicato il Corano: la testimonianza della donna vale la metà di quella di un uomo (figuriamoci due).

Che dire? Mi fermo qui e cito, per chi lo abbia già dimenticato, lo stupro rituale di Colonia e mi chiedo se tra i magistrati di tutta Europa ci sia un accordo per sottovalutare le prestazioni criminali  di questi musulmani (e finiamola di tacere sul fatto che sono musulmani).

Elio Bitritto