Ius soli e stragi

ius soli di troia      PLAYONE

Sembra che le stragi abbiano anestetizzato il governo e le istituzioni cosiddette democratiche di questo Paese. E se non anestetizzato, minimizzato. Ad ogni strage un diluvio di frasi fatte “non ci faremo intimidire”, “la nostra risposta sarà dura”, “continueremo a vivere la nostra vita” e via dicendo. Nessuno, che sia uno, che si chieda perché accade tutto questo, perché accade in Europa, perché non pone mente al fatto che a Turku, in Finlandia, un vigliacco islamico ha ucciso due donne e ne ha ferite 4 – 5, solo donne, dimostrando il timore che le donne cristiane incutono all’islam. E nonostante la strage, negando persino la realtà dei fatti, una parte di Barcellona sfila per le vie della città associando il terrorismo islamico al fascismo che, con tutte le colpe, vere e presunte che ha avuto, ha sempre difeso, per lo meno l’identità culturale nazionale. E fioccano su social i commenti, quasi tutti privi dell’attributo “islamico” oltre a deliri quali l’indifendibile “ius soli”.  Per anni ci siamo sentiti ripetere nelle orecchie che il principio di precauzione impone maggiore attenzione al problema, sia esso per le radiazioni elettromagnetiche che per i vaccini, che per un’infinità di altri argomenti: mi chiedo perché questo principio non si possa applicare al fenomeno migrazione in cui solo un 5% di giustificati motivi imporrebbe l’accoglienza a fronte di un 95% che si mostra sempre più arrogante. Non voglio stare a ricordare, visto che cade nella indifferenza generale, il problema dei cinque milioni di italiani che stanno decisamente peggio dei 500.000 pseudo immigrati, ma credo che da parte del governo si debba fare una riflessione seria sule esigenze della nazione che non ha il dovere di vivere in uno stato di pericolo: insomma a me non piace vivere in uno stato dove l’esercito pattuglia le strade, i monumenti le strutture: non mi dà quel senso di sicurezza che si vorrebbe far percepire: per me significa timore che possa accadere quello che è già accaduto in tanti Paesi occidentali, stragi indiscriminate. A parte il fatto che è sempre valido il detto per cui per essere troppo buoni (nel nostro caso buonisti) si corre il rischi di essere presi per fessi, ci si chiede perché, a fronte di individui “attenzionati” dai sistemi di sicurezza, a fronte del primo reato che un immigrato compie, sia esso islamico o no,  non si proceda all’immediato allontanamento dall’Italia e invece ci si limita a dare loro un foglio di via cui devono obbedire entro pochi giorni (sufficienti a farli sparire da quel posto e trovare rifugio altrove e sempre nel Paese del Bengodi). Invece di definire fascisti quelli che vogliono regolamentare i flussi e tacciarli di razzismo, di xenofobia, di odio religioso sarebbe utile ascoltare le loro preoccupazioni, sarebbe utile fare un referendum consultivo che consentirebbe alla classe dirigente di agire di conseguenza: referendum che evidentemente il governo teme perché sa che gli italiani sono stanchi di questa corsa alla autodistruzione fisica e culturale.  Altra cosa che questo governo potrebbe fare è il rientro di tutti i militari presenti nelle varie parti del mondo: non possiamo difendere gli “altri” e dimenticare gli italiani (oltretutto si risparmierebbero un bel po’ di soldini).

Elio Bitritto

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