Angelo D’Ugo in porto: è approdato a Brisbane (Australia)

Brisbane-maps Angelo D’Ugo è in porto, ha raggiunto la meta prefissata.
Medico per professione (anche fuori delle corsie o degli ambulatori), velista per sopravvenuta passione, dapprima principiante e oggi ‘provetto’ e capace, con l’approdo nel porto australiano, partito dal Panama (America centrale), prima sull’imbarcazione Jipcho e dalle Isole Marchesi in poi su di un’altra, la Nereid, ha così portato a termine il suo immaginato e programmato percorso oceanico, la sua faticosa quanto per più aspetti soddisfacente avventura.

Una navigazione, la sua, al di fuori di una qual si voglia competizione o regata, come in precedenti occasioni, ma semplicemente (si fa per dire) per “diporto”. Per aver voglia di “andar per mare”, per giungere là dove si desidera, per vedere, per conoscere, nel caso “un altro mondo”, da tener dentro nella vita che segue, più che per semplicemente ricordarlo come vissuto, quale turistico souvenir.
Ha navigato, ha esplorato isole, ha incontrato gente, ha per così dire verso di essa, all’occorrenza, esercitato la sua umanità, la sua professionalità di medico non meno, pronto ad affrontare un nuovo percorso, di vita e di ‘navigazione’, non necessariamente in mare e con un’imbarcazione.
Ha percorso un tragitto tenendo la prua verso occidente, “inseguendo il tramonto” (per ripetere il suo costante refrain), sapendo bene – mi permetto di pensare – che a tale momento del giorno segue sempre, fintanto che Dio vuole e l’uomo se ne rende capace, un’alba, un giorno da vivere ancora, dopo una ripartenza se necessario. G. F. Pollutri

A questa mia improvvisata annotazione discorsiva, ancora una volta faccio seguire i suoi stessi appunti di viaggio pervenutimi.

Angelo-Dugo-nel-Pacifico_coverOggi 16 Agosto 2017. Sono a Brisbane. Traguardo raggiunto. I miei amici delfini mi danno il benvenuto e mi scortano fino a poche miglia dalle coste della tanto agognata Australia. Si conclude così questa mia avventura iniziata nel lontano mese di febbraio. Parafrasando una celeberrima frase, vorrei poter affermare anch’io: ” … un insignificante passo per l’umanità, ma uno considerevole per la mia crescita personale”.

Questo il “mio” Pacifico in cifre e numeri:

Ho dormito in barca ininterrottamente per 186 giorni
Ho percorso complessivamente 8321 miglia marine
Ho navigato complessivamente per 85 giorni
Ho navigato ininterrottamente per 24 giorni
Ho percorso ininterrottamente 3013 miglia
Sono sbarcato su 16 isole
Ho avuto 6 nuovi timbri sul passaporto.

Secondo Jack London, marinai si nasce, non si diventa. Mi permetto di non essere d’accordo. Non sono nato marinaio, ma credo proprio di essere sulla buona strada per diventarlo.
(…)

Il marinaio deve saper fare in modo che il vento porti la barca da un punto verso un altro. Non deve ignorare nulla delle maree, delle correnti, delle secche, delle boe nei canali, della segnaletica diurna e notturna.
Un marinaio deve continuamente vigilare sui mutamenti del tempo (condizioni meteo) e sviluppare una familiarità istintiva con il proprio mezzo. Deve farlo orzare al vento al momento giusto per favorire la virata, e rilanciarlo sull’altro bordo senza fermarlo o farlo poggiare.
Un marinaio non è mai troppo vecchio per non cedere alla tentazione di lanciarsi in una nuova avventura tra il vento, le onde e il cielo … La morale della favola è che un vero marinaio … si fa le ossa con la navigazione da diporto, meglio che con le competizioni. Quando un uomo ha frequentato la scuola del mare, non lo lascia più. Il sale del mare impregna di sé il suo essere sino al midollo osseo. Lo sente nell’aria che respira e con esso sentirà il richiamo del mare fino alla fine dei  giorni.
(…)

Ci lasciamo con la seguente massima di Mark Twain: Twenty years from now you will be more disappointed by the things you did not do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.

Ad essa mi permetto di aggiungere una mia modestissima: … sail your dream, just do it!
Ovviamente sempre … inseguendo il tramonto.” (Angelo D’Ugo)

Questo slideshow richiede JavaScript.