Terremoto, la giusta informazione per una corretta reazione

psycologyScosse di terremoto a largo della costa Vastese. Una potente diffusione di informazioni e uno sgomento generale vaneggiato sui social, ecco i primi sintomi di social-psicosi. Il terremoto è un evento grave, drammatico e qualche volta fatale, e come tale va affrontato con la dovuta serietà per evitare il riacutizzarsi di stati d’angoscia. La paura è assolutamente una reazione normale ma che non deve prendere il sopravvento sui processi di elaborazione razionale. E’ importante anche sottolineare il fatto che le notizie che si leggono sui vari social vanno contestualizzate, elaborate e ben comprese prima che ci si faccia cogliere dall’angoscia di un imminente, e in qualche caso inesistente disastro. Con questo non voglio assolutamente sottovalutare l’importanza dell’informazione, ma stiamo attenti all’autorevolezza e  alla competenza di chi la fornisce. Per cui, se su facebook leggete un post di un vostro conoscente che dice “Avete sentito che scossa fortissima di terremoto questa notte? Scappiamo!” e poi leggete sul sito dell’Ingv Centro Nazionale Terremoti che la scossa era di una certa entità, di una certa profondità ma che nessun sismologo ha fatto dichiarazioni in merito, allora niente panico. E’ lecito e doveroso mantenere sempre un leggero stato di allerta, ma senza inutili allarmismi. Purtroppo ad oggi è facile essere vittime della disinformazione ed è quindi necessario ricorrere a tutto il nostro autocontrollo e alla nostra capacità di percepire il rischio. Gli esseri umani sono fisiologicamente programmati non solo a reagire ad uno stimolo pauroso ma a farlo con i giusti mezzi, utilizzando oltre all’istinto, la ragione. Nel nostro cervello l’ amigdala funge da sistema d’allarme per fronteggiare un evento potenzialmente rischioso, ma essa è in stretta correlazione con il lobo prefrontale per pianificare e creare strategie d’intervento e soprattutto per valutare la razionalità dell’evento. E’ quindi chiaro che il nostro cervello sa benissimo come funzionare e non serve sovraccaricarlo di informazioni talvolta inesatte e irrilevanti. Le conseguenze derivanti dai terremoti sono devastanti sotto ogni punto di vista e la storia ci ha insegnato a non sottovalutare mai i segnali, né a minimizzare i rischi, motivo per cui il mio consiglio è sempre quello di ascoltare gli esperti, di lasciare che siano loro ad esprimersi evitando di gridare al lupo,ed evitando di spaventare le persone fin troppo segnate da questi eventi catastrofici. Vorrei dispensare qualche semplice consiglio per coloro che hanno sperimento ansia, paura e angoscia di fronte a questa notizia, per calmarsi ed evitare che lo stato d’ansia ci condizioni in negativo, può essere sufficiente respirare lentamente in maniera profonda e diaframmatica, ciò aiuta ad abbassare il livello di adrenalina che si sprigiona in gran quantità quando ci crediamo in pericolo. Manteniamo uno stato d’allerta ma senza farci prendere dal panico e pensiamo che nessun posto è davvero sicuro se non siamo noi a controllare le nostre reazioni alle informazioni che riceviamo. In conclusione, non lasciamo ai mass media, ai social network o ad altri il potere di pilotare le nostre emozioni e le nostre azioni, cerchiamo un nostro modo di percepire le informazioni valutandole in prima persona e comportandoci in modo ragionato, perché il clima di paura e terrore non solo limita le nostre vite ma ne abbassa notevolmente la qualità.

Dott.ssa Adelaide La Verghetta

Per approfondimenti :  Slovic, P. (2010). The Feeling of Risk: New Perspectives on Risk Perception. London.

LeDoux, J.E. (1996). The emotional brain. New York: Simon and Shuster

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