Quando la parola “clandestino” aveva la cittadinanza italiana

locandina del PD2

Qualche mese fa la signora Federica Epis, segretaria della Lega Nord di Orzinuovo (BS) è stata condannata per aver commentato sul suo profilo Face Book una vicenda relativa ai cosiddetti migranti “… le cooperative che con la faccetta misericordiosa di chi fa beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini …” secondo il giudizio di un magistrato del tribunale di Brescia “è denigratorio ed offensivo laddove indica che i richiedenti asilo siano clandestini, atteso che i richiedenti asilo vengono degradati al rango di chi viola il Testo Unico sull’immigrazione.”. La condanna inflitta da quel tribunale ammontava a seimila euro ma, in considerazione che la Federica si rifiuta di pagare in attesa dell’appello, lo stesso tribunale, non contento (nella persona di quel giudice) dispone il pignoramento dello stipendio della segretaria per un ammontare di 14.000 euro.  Considerato che la segretaria è stata condannata a seimila euro, considerato che è stata già fissata l’udienza di sospensiva del provvedimento, le cooperative hanno deciso di pignorare lo stipendio di una cifra più che doppia rispetto a quanto fissato dal giudice. In un solo provvedimento giudiziario le cooperative e certa magistratura hanno fatto strame dell’articolo 21 della Costituzione ( … più bella del mondo), arrogandosi anche il diritto di sostituirsi al “dolce stil novo”, ai linguisti italiani ed ai dizionari della Lingua Italiana discettando non solo sull’interpretazione della parola “clandestino” ma addirittura sulla “cittadinanza” della stessa parola! Altro che jus soli o jus cultarae, siamo di fronte alla prima forma di ostracismo di una parola! Cosa c’è di offensivo o di sbagliato nell’affermare che le coop e tutto un mondo che immerge le proprie avide posate sul business dell’accoglienza non è dato sapere dato che ad oggi, dal 2014, nelle leggi di bilancio del Ministero dell’Economia, sono stati messi in bilancio qualcosa come 16 miliardi di euro sottratti al benessere di quasi cinque milioni di italiani poveri (anche questo è un dato governativo!). Aggiungiamo a maggior conoscenza di quel giudice e delle cooperative e di tutti i falsi buonisti che non siamo di fronte a centinaia di migliaia di profughi ma ad una stragrande maggioranza di clandestini tanto è vero che su  91.000 richieste di asilo presentate ne sono state accolte 4.800  pari al 5% (sempre dati governativi) oltre al fatto che i Paesi che fanno parte di quel carrozzone di Tespi che è l’UE non vogliono saperne di accoglierli proprio perché profughi NON sono. Evidentemente o quel giudice e le cooperative non sono informate o, come diceva quel tale “c’è del marcio in Danimarca …”. Tutto in nome del mai tanto vilipeso articolo 21, della più che maltrattata  “ragione”, della soppressione, ope legis, di un lemma della Lingua Italiana.

Elio Bitritto (civis italicus)