Vasto – Ma che tempo che fa …!

caldo

Ormai ce ne siamo accorti un po’ tutti, FA CALDO! Poffarbacco, direbbe un qualche nostro antenato mentre arriccia i suoi favoriti, il caldo è “africano”, eppure siamo solo in estate ed è strano che, in estate, faccia così caldo, anche se, in realtà, anche io mi sono accorto che ci sono delle ore che è preferibile restare in casa tra quattro muri climatizzati invece che fuori dove non ci sono né muri né climatizzatori. Si è dunque in grado di registrare un anomalo comportamento dei cittadini vastesi e non riguardo  l’auspicio che torni l’inverno così almeno potremo tornare a ripetere “ma che freddo fa” in un ciclo vichiano che ci consente, se non altro, di esercitare il diritto al “mugugno”. La cosa strana è che tutto questo caldo sembra avvalorare la tesi del riscaldamento globale dalle terrificanti prospettive per l’umanità anche se, lo scorso inverno, soprattutto in Abruzzo, le nevicate sono state abbondanti e persistenti (senza dimenticare che il 2012, non lo scorso secolo  è stato caratterizzato da un’estate caldissima preceduta da un inverno nevoso e gelido cosa che dovrebbe far riflettere per la sua “stranezza”) Una riflessione più approfondita sull’aumento della temperatura globale, legato “anche” alla maggior presenza di anidride carbonica, ci dovrebbe far pensare ad un aumento dell’attività ”botanica” in generale, quindi ad una maggiore produzione agricola (lasciamo stare la siccità perché questa sì è antropogenetica!) e non solo, dato che lo scioglimento dei ghiacci dell’artico diminuirebbe la salinità delle acque della Corrente del Golfo, riducendola o interrompendola,  con la conseguenza di un clima decisamente più freddo nel nord Europa e molto probabilmente più caldo in altre parti del mondo.  Cosa significa questa riflessione? Che la Meteorologia (con la Geologia) è tra le scienze meno esatte che possano esserci: basarsi su modelli matematici è corretto in presenza di fenomeni caratterizzati da poche variabili mentre in meteo le variabili sono numerosissime e distribuite su tutto il pianeta oltre che influenzate dall’attività solare ed altri fenomeni quali le attività vulcaniche.  L’altro aspetto preoccupante  di questa estate (in realtà questa stranezza si registra da qualche anno) è la storia della temperatura reale e di quella “PERCEPITA”.  In realtà la temperatura percepita è un indice di disagio che è legato alla umidità: questa è bassissima durante il giorno e quindi non si dovrebbe proprio parlare di “percezione” che serve solo a fare dell’inutile catastrofismo soprattutto nelle persone anziane. In Africa, dove in molte regioni i 40° sono la normalità, l’umidità raggiunge spesso il 100% e si dovrebbe “percepire” una temperatura di 100°! A parte il fatto che la “mia” percezione è diversa da quella di un’altra persona … A questo punto credo che, fatto salvo  il sacrosanto diritto al mugugno, ognuno “si percepisca” la sua estate come meglio crede e sa!

Elio Bitritto