I nuovi Evangelisti

bonino

Ai vari preti che mettono a disposizione la Casa di Dio a fanatici che disprezzano “quelli del libro” siano essi ebrei o cristiani, che accolgono come fratelli chi ci vuole pugnalare alle spalle, chi disprezza il cristianesimo perché non capiscono il concetto di Trinità definendoci “idolatri”, che sul Corano e su molte bandiere ostentano scimitarre, Kalashnikov o bombe a mano a riprova della natura “pacifica” dell’islamismo, si aggiunge oggi un prete, più realista del re, che non solo chiama a concionare dal pulpito della sua chiesa una nota abortista, quella che si vanta di aver eseguito 10.000 aborti con la pompa di una bicicletta, che è anche celebre per essere stata tra le più convinte sostenitrici della battaglia per l’eutanasia e la legalizzazione delle droghe: insomma una persona nulla ha a che vedere con la parola di Cristo. Ebbene questo aborto dei principi più sacri del cattolicesimo è stato invitato da don Mario Marchiori, parroco della chiesa di San Defendente a Ronco di Cossato (Brescia), a parlare dei migranti e dell’urgenza di integrarli: il tutto nell’ambito della campagna “Ero straniero” volta a sostenere la necessità di salvare vite umane, di accogliere e tutelare i disperati “… a meno che non vogliamo affogarli tutti nel Mediterraneo …” e scongiurare urna strage umanitaria.  Certo è che fa finta di non accorgersi che così facendo favorisce una vera e propria tratta degli schiavi, per sopperire al decremento demografico degli italiani che, detto da una abortista è il colmo, certo è che fa finta di non accorgersi che con queste parole postula una impossibile integrazione tra due mondi assolutamente incompatibili tra loro, certo è che parlare di strage umanitaria (cosa ci sia di umanitario in una strage lo sa solo lei!) quando si hanno sulla coscienza 10.000 aborti significa prendere per i fondelli la gente, significa aver fatto morire più gente di quanti immigrati siano annegati in mare, significa mentire spudoratamente, soprattutto in un luogo sacro come una Chiesa. A questo proposito da più parti si contesta a quel brav’uomo di don Mario il fatto di aver oscurato il simbolo stesso del cristianesimo, la Croce, per non offendere la “sensibilità atea” (???) di questa santa donna: in realtà non è così dato che questo prete sui generis ha oscurato la Croce per non farla assistere ad un’oscena blasfemia! Il fatto è che don Mario probabilmente non è stato informato che il Signore vede e sente anche se lo mettono in castigo. Per concludere: la vicenda non ha avuto il seguito che un cristiano ed un cattolico in particolare si sarebbe aspettato, vale a dire commenti da parte delle alte sfere ecclesiastiche: si registra un “sede non opportuna”  ma “condivisione dei contenuti” da parte del vescovo ed un silenzio omertoso da parte di don bergoglio, forse troppo lontano per poter ascoltare la bestemmia nella Chiesa di San Defendente a Ronco di Cossato.

Elio Bitritto