Foriesterismi e difesa dell’Italiano.

lingua_pagine che volano_italia
23 luglio 1929. Il regime mussoliniano bandisce le parole straniere da ogni comunicazione scritta e orale.La parola d’ordine era “italianizzare”, compresi nomi, cognomi e toponimi.I risultai ottenuti? A volte esilaranti -bevanda arlecchina invece di cocktail -, a volte restati in uso -tramezzino al posto di sandwich, mascara invece di rimmel ecc.-
Una riflessione:
la difesa della propria lingua è un diritto/dovere di ogni stato. Ogni lingua viva è suscettibile di neologismi, ma con discernimento,con una grafia che corrisponde alle norme secolari della grafia dell’italiano . Schernire il regime fascista per averlo fatto è ormai una barzelletta. Piu’ seriamente: l’Italia affermava la sua volontà di difesa della propria identità. Qual è la situazione al giorno d’oggi? Un lassismo totale sull’uso di forestierismi, anche e soprattutto quando non è necessario ricorrere a un termine straniero. I peggiori colpevoli sono i mezzi d’informazione che sguazzano nell’esterofilia e nel ripetere pappagallescamente lemmi presi in prestito dall’inglese. Al punto di ridurre l’italiano, la lingua di una illustre tradizione al rango di un intile dialetto. Rispettiamo la nostra lingua se vogliamo essere rispettati. E tanti, milioni, nel mondo sono gli italofili. Bando quindi al riferimento tra l’ironico, il sarcastico e il sardonico sulla politica di difesa della purezza della lingua italiana messa in atto nella prima metà del Novecento.