Emergenza idrica, come trovare una soluzione

psycology

Emergenza idrica nel Vastese. Diverse famiglie del comprensorio lamentano la mancanza di acqua, e in estate ciò non può che creare turbamenti e frustrazioni che spesso sfociano in una profonda esasperazione. La mancata soddisfazione di un bisogno così primario dà sicuramente adito a sentimenti di sconforto, rabbia e insoddisfazioni.  L’acqua è vita, nel mondo oltre 750 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile e circa 1000 bambini muoiono ogni giorno per patologie legate ad acqua contaminata. Questi dati hanno convinto l’Onu ad istituire la giornata dedicata all’acqua, per sensibilizzarci su un tema così importante e delicato che spesso sottovalutiamo. Il cosiddetto “oro blu” non solo si dimostra necessario negli usi domestici ma lo è decisamente anche per i processi produttivi di moltissimi settori, da quello dell’agricoltura a quello industriale, ed è quindi nell’interesse di tutti un uso coscienzioso e mirato di questa risorsa tanto preziosa. Ora, contro la carenza idrica non posso fare molto, ma mi premeva far presente il problema acqua nel mondo e per chi volesse ulteriori informazioni consiglio il sito di Onu Italia. Per tornare a noi, il discorso esasperazione è giustificato, ma come si può riconosce ed evitare che la rabbia prenda il sopravvento? La rabbia si manifesta con l’aumento della pressione arteriosa, della tensione muscolare, accelerazione del battito cardiaco e sudorazione.  Le sensazioni soggettive sono l’irrigidimento della muscolatura, il calore, l’irrequietezza e la paura di perdere il controllo poiché l’organismo si prepara all’azione. Come si può immaginare questo stato di attivazione può essere utile per brevi momenti, ma col tempo danneggia non solo il nostro organismo ma anche le relazioni con altre persone perché non ci predispone alla comunicazione e alla risoluzione del problema. Una cosa che sicuramente porta vantaggio a chi si trova in situazioni di frustrazione ed esasperazione è l’innalzamento del livello di tolleranza. Adottare una strategia di pensiero positivo che ci permette nelle difficoltà di trovare soluzioni alternative e di conseguenza ridurre lo stato di stress. La Psicologia Positiva sostiene che l’ottimismo non è una proprietà innata della persona, ma un atteggiamento che può essere appreso. Per cui quando nella vita capitano cose che non possiamo controllare e su cui è impossibile agire personalmente, possiamo modificare il nostro modo di porci di fronte ad esse semplicemente riprogrammando i nostri stati d’animo. Inutile dire che questo modo di vedere la vita è sicuramente quello che più ci predispone alla felicità. Un sano ottimismo ci può dare la serenità e la calma necessarie per affrontare le difficoltà. Per concludere, l’ottimismo e la psicologia positiva possono aiutare a ridimensionare i problemi e a farci affrontare la vita con maggiore leggerezza aiutandoci a trovare soluzioni più adattive e alternative, evitandoci collere e stati psicologici che possono essere dannosi a lungo termine.

PER APPROFONDIMENTI: “Imparare l’ottimismo“, Seligman M.E.P., Giunti, Firenze

Dott.ssa Adelaide La Verghetta