Habemus Torquemada

TORQUEMADA

Sarà pure un Torquemada de noantri come dicono a Roma ma sempre un Torquemada, di provincia, di paese, di villaggio: insomma anche a Vasto è nato il Grande Inquisitore. Non vi dirò il suo nome perché potrebbe incorrere nei fulmini e saette di entità superiori. La tecnica della tentata demolizione politica è sopraffina: il nostro è indeciso tra quella alla Himmler, il mitico  Reichsfuhrer, capo della locale Shutzstaffel, e quella della domanda di chi casca dalle nuvole, del finto tonto attanagliato dal dubbio se la sua vittima di turno si barcamena a sua volta tra una certa difficoltà ad esprimersi in italiano o la necessità di aiutare una “vittima” che vittima non è … forse. Ma l’ossimoro insegue le sinapsi del nostro Torquemadino e misura i decibel dell’assordante silenzio di chi dovrebbe parlare e tace! Tace l’anzianotto, e qui il Torquemadino libera tutta la grandezza delle sue capacità intuitive e deduttive poiché comprende quello che ad altri meno dotati non è consentito, entra nelle circonvoluzioni cerebrali, presumibilmente sclerotizzate,  capisce anche quello che (sempre il povero anzianotto) non riesce a dire. Ebbene sì, Torqui (troppo lungo e formale Torquemada, più civettuolo ed informale Torqui d’ora in poi), invoca il fratello maggiore (?) Dio perché venga evitata all’umanità (esagerato! magari solo a Vasto) la spiegazione di cosa è il “centrodestra storico” e soprattutto l’assegnazione della patente (bontà sua fa capire ai poveri mortali che non trattasi della famosa e volgare patente per la guida di autobus e neanche quella per i ciclomotori!). E come si può negargli la leadership dopo i grandiosi successi della scorsa legislatura: finalmente l’autobus dei movimenti, magari più che un autobus, un furgoncino a cinque posti ma alla guida finalmente c’è Lui che sa, coordina, guida: per dirla come solo il grande Dante sa e può “Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l’intrata; giudica e manda secondo ch’avvinghia”. Ecco il verbo che si fa uomo (l’avevo detto che era il fratello minore di Dio): “la verità è una sola” e non c’azzecca nulla la patente, il silenzio, l’anzianità e le sclerotizzate circonvoluzioni cerebrali: ipse dixit,  e più non dimandare perché vuolsi così colà dove si puote.  D’ora in poi il messaggio, come la verità, è uno solo ed appartiene ad altri che finalmente hanno trovato in Torqui la luce, hanno trovato il conducator!  eia eia! Novello Cicerone pronto ad una nuova catilinaria, non contro Lucio Sergio Catilina ma contro un anzianotto che, evidentemente, teme quando parla e soprattutto quando tace!

Io, io, io … e gli altri!