Clima, Salute e Fratino

clima e salute

Si fa un gran parlare dei cambiamenti climatici e del pericolo rappresentato dalla mancata adesione di Trump alla riduzioni delle emissioni di CO2: pericolo rappresentato da questo in relazione alla salute. Le organizzazioni scientifiche più attive nel denunciarne i pericoli sono l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), la IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) e la CDC (Centro per il Controllo delle Malattie), pur in assenza di dirette conoscenze ed evidenze scientifiche, hanno evidenziato un probabile effetto negativo sulla salute rispetto ad alcuni fattori quali l’aumento delle temperatura, eventi atmosferici estremi, tumori, allergie, scarsità di acqua e cibo, ecc. La NIPCC (Nongovernamental International Panel on Climate Change), indipendente da governi e ONU, composta da circa 30.000 scienziati di tutto il mondo, nega la relazione tra aumento delle  temperature, malnutrizione e malattie conseguenti per il semplice motivo che l’incremento della famosa CO2 ha determinato una maggiore produzione di derrate agricole e la conseguente migliore e maggiore distribuzione del cibo nel mondo: negli ultimi 150 anni questo si è tradotto in un aumento della produzione agricola del 70% per il frumento, del 28% per i cereali, del 33% per frutta e meloni, del 62% per legumi, del 67% per tuberi e radici e 51% per le verdure. Non c’è dubbio che l’aumento delle temperature avrà un impatto maggiore ni Paesi in via di sviluppo o peggio, rispetto a quelli più sviluppati, non fosse altro che per alcuni fattori quali, la sensibilità della popolazione, la tecnologia, le strutture sanitarie, la corruzione, ecc.. Ma è anche vero, e non va dimenticato, che le popolazioni che vivono in climi molto freddi come Siberia, Alaska, Groenlandia, ecc. presentano un significativo aumento della mortalità nei mesi invernali per le malattie respiratorie, cardiovascolari, infantili (come anche in Italia).  Qualche considerazione finale: nel sud dell’Inghilterra hanno ricominciato a coltivare la vite (come già in passato), i ricchi americani (ed occidentali in genere), “migrano” verso la Florida o le regioni più calde del sud, e lo stesso “Fratino”, l’uccellino mascherato alla Zorro della nostra Riserva, se ne va in Africa, come tante altre specie di volatili ed animali in genere. In conclusione il catastrofismo di certe organizzazioni al quale prestiamo morbosa fiducia, resta confinato, almeno per ora, a mere previsioni senza alcuna certezza o evidenza scientifica, mentre è ampiamente dimostrato il vantaggio in termini di produzione agricola e di miglioramento della salute.

Elio Bitritto