Pontile alla Marina, un anniversario poco lieto

Riceviamo e pubblichiamo

“Saluti da Vasto”, … e anche dal Pontile

pontile_pavimento-degli-assessori Ancora pochi giorni e ci siamo. Sarà l’anniversario. Non potrà dirsi “felice” certamente, ma tant’è. Una piccola, grande (fate voi) vergogna amministrativa per quelli che ai primi di luglio dello scorso anno si consorziarono fra assessori, si fecero pool di pronto intervento e, seppur esponenti della stessa maggioranza che ha il governo di Vasto da oltre un decennio, misero finalmente mano al rifacimento della pavimentazione del Pontile alla Marina.

Un blog fiancheggiatore di costoro, il giorno appresso l’elezione del nuovo sindaco giovane, aveva esclamato: “Ora è urgente mettere mano allo sfascio del Pontile”. Non capimmo il perché di quel categorico “ora” e tanto meno dell’associato “urgente” dal momento che, foto alla mano, era da un pezzo, da anni, che il rivestimento in doghe di legno del piano di calpestio del pontile versava in precarie condizioni di conservazione, malgrado qualche sporadico rattoppo alla … peggio. I nuovi assessori nominati di fresco, note controfigure dei detentori dell’amminestramento politico locale, essi stessi credettero di poter fare quello che i loro amici e compagni avevano sin lì trascurato, per insipienza e per faccia tosta di fronte ai cittadini, forsanche loro fedeli elettori.

E insomma, in due, tre giorni fu smantellato il ‘ fasciame’ in legno del detto pontile e depositato sulla rena, ai lati dello stesso, a ben mostrare il cantiere  aperto (Men at work!), figuriamoci. Sul social uno del pool assessorile annotava, fiero, senza temere il ridicolo, che loro erano sul posto sin dalle ore sei e trenta del mattino, a controllare, a visionare, a stimolare per una rapida e magnifica conclusione dell’immaginata (sì) nuova pavimentazione. Apparvero cartelli, soprattutto quello che non manca mai da parte di chi bello e “virtuoso” vuole apparire: “Scusate il disturbo, ma qui stiamo lavorando per voi”!

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E difatti il disturbo, per quanto i tempi del rifacimento fossero annunciati come “brevi”(venti giorni, un mese al più, fecero sapere) era non solo tanto, quanto assurdo e improponibile in piena stagione turistico-balneare.  Al che, resisi conto dell’assurdo, furono costretti, con tanto di comunicato e altrettanta sicumera sul completamento dell’opera (“Dopo l’estate ristrutturazione completa dell’opera”), a riaprire dall’oggi al domani l’accesso al pontile. Ovviamente con piano di calpestio rimasto in cemento grezzo, con asperità e avvallamenti, e in aggiunta ferri o chiodi sottotraccia o affioranti, a mala pena tolti con frettolosi e sommari tocchi di frullino ….  In tali condizioni, come poter ugualmente praticarlo da parte della gente? La soluzione fu subito trovata, ponendo un cartello, … sempre alle prime ore del mattino (!), con il quale si faceva divieto di accedervi a piedi nudi. Come dire: – Se vi fate male, affar vostro, noi ve lo avevamo detto!

Poi venne settembre e poi ottobre ma, della proclamata e seppur rinviata nuova pavimentazione, nulla. Come usa dire: “taci tu, nulla vedo io”. Vennero poi anche i mesi appresso, fu autunno, inverno e ancora primavera, ed ora, nella nuova estate, come detto, stiamo per ‘ festeggiare’, il compleanno dell’ardua e vaneggiata impresa. Del nuovo tappeto non c’è ancora traccia ovviamente. Cattiva amministrazione non mente, mentre, con un anno di calpestio, con le suole e le scarpe gommate, il camminamento si è forse, in certo qual modo levigato. Al punto che anche quella limitativa avvertenza è scomparsa dall’imbocco, sostituito da altro cartello ‘turistico’ volto a spiegare al turista o bagnante che quel manufatto si chiama “Pontile”, e che – visto che un’avvertenza ci deve pur essere – lì “non ci si tuffa”!

pontile_calpestio al grezzoCapestio-pontile_particolar

Questa è la indegna storia che ricorda molto la penosa vicenda del vecchio e cadente pontile, l’ennesima dimostrazione di presunzione, di faciloneria e sfrontatezza di coloro che si fanno eleggere non per fare quel che si deve, (che altro?) ma per … “stare al Comune”.
Qui bene stiamo e qui assai volentieri restiamo”, pare di sentire affermare dai prodi eroi del Nulla

Va beh, come leggevamo un tempo sulle cartoline illustrate da spedire: “Saluti da Vasto!” pur sempre, e anche dal disastrato suo caratteristico Pontile. Fra tanta bellezza che abbiamo, qualche disgrazia – liberamente scelta, voluta e accettata – bisognerà pur averla e sopportarla.

lu Mazz’marèlle del Vasto


 

sullo stesso argomento, nei mesi scorsi:
http://quiquotidiano.it/2017/04/13/del-monumento-e-del-pontile/

http://quiquotidiano.it/2016/12/05/lavori-al-pontile-di-vasto-marina-sei-mesi-dopo-tutto-fermo/