Lanciano e Teramo candidate per la Cultura. Vasto non c’è

piero-geminelli_photografoLanciano e Teramo figurano tra le 46 città italiane che hanno manifestato interesse al bando per la Capitale Italiana della Cultura 2020. Ora le amministrazioni sono chiamate a confermare la loro adesione depositando entro il 15 settembre un dossier di candidatura, con il programma delle attività culturali previste, la struttura incaricata della elaborazione e promozione del progetto, una valutazione di sostenibilità economico finanziaria, gli obiettivi perseguiti e gli indicatori che verranno utilizzati per la misurazione del loro conseguimento.
Le candidature verranno esaminate da una giuria di sette esperti di chiara fama nei settori cultura, arti e valorizzazione territoriale e turistica per selezionare entro il 15 novembre le dieci città finaliste da invitare a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento.  Una domanda sorge spontanea ma Vasto non ha intenzione di presentare la sua candidatura? Possibile che una delle città più attive culturalmente sino a qualche anno fa non manifesta nessun proposito in tal senso e deve perdere la faccia dinanzi alle città  consorelle?  È  proprio vero allora che nell’antica Atene degli Abruzzi non esistono più fermenti culturali, dibattiti, iniziative, idee soprattutto? La domanda è quanto mai pertinente e trova peraltro risposta nel deserto culturale che caratterizza Vasto ed il.governo della città. Che tristezza, soprattutto perché quando non c’é cultura non c’è avvenire.

 

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