Vasto: sono già trascorsi cinque mesi

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Sono tanti i mesi trascorsi dalla morte di mio marito. Dapprima avevo pensato di non scrivere niente sull’accaduto ma poi mi sono detta che lo avevo fatto per molti amici che mi hanno lasciato e perchè allora non per lui? Così sono qui a parlarvi dei quasi cinquant’anni trascorsi insieme a Nunzio. Noi spesso pensavamo ai due anni che ci separavano dai festeggiamenti per il nostro anniversario di matrimonio. Io, come al solito, scherzavo sul fatto che avremmo fatto baldoria per tre giorni di seguito e lui, di carattere opposto al mio, sorrideva e mi diceva che stavo esagerando. A me piace organizzare feste e mi stavo già preparando quando, a giugno dell’anno scorso, abbiamo scoperto che lui aveva qualcosa che non andava ma mai ci saremmo immaginati che si potesse trattare di un brutto carcinoma alla mandibola, confermato da un medico del Gemelli di Roma. A settembre Nunzio ha affrontato un’operazione che sembrava risolutiva ma così non è stato ed a ottobre è stato operato di nuovo ma la malattia era avanzata e, dopo soli tre mesi mi ha lasciato. Vederlo così ridotto, lui un uomo bellissimo mi ha toccato profondamente anche se cercavo di spronarlo a reagire dicendogli che era sempre il bel ragazzo che avevo conosciuto quando avevo sedici anni. Lui mi guardava cercando di capire dai miei occhi se stessi mentendo ma sono riuscita a non trasmettergli tutta l’angoscia che provavo. Solo una volta mi ha guardato e mi ha detto:-Chi te la farà la spesa dopo?- Io non guido ma per non farlo preoccupare gli ho risposto che, in caso, mi sarei arrangiata ma che comunque me l’avrebbe fatta sempre lui. Mi sa che sono stata molto convincente perchè si è rassicurato mentre io avevo la morte nel cuore, sapevo che non ce l’avrebbe fatta nonostante tutti i miei tentativi di farlo visitare dai migliori medici. Fin qui la storia della malattia di Nunzio che ci ha fatto incontrare tante brave persone ma anche tanti incompetenti ma di questo parlerò in un prossimo mio articolo. Nel frattempo c’era anche un nostro amico che stava lottando con il cancro, Mauro Perfetto. Ognuno di loro chiedeva dell’altro e si sono incontrati una volta a casa mia. Mauro, così provato dalla sua malattia, era venuto a vedere Nunzio, due amici che si sono guardati negli occhi e si sono dati conforto a vicenda anche se si notava chiaramente che erano sconvolti specchiandosi l’uno nella faccia dell’altro. Così tra tante sofferenze Nunzio è morto il 26 di gennaio portando con sè un telecomando, una torcia che gli serviva per la notte quando ancora si alzava, una campanella con la quale mi chiamava perchè non poteva più parlare, dei fazzoletti ed il suo amato regolamento del gioco del calcio che ha voluto gli sistemassimo dentro una scatola di cartone. Il destino ha voluto che il giorno dei suoi funerali è morto anche Mauro ed io sono corsa lì per dare un minimo di conforto alla mia amica Dolly. Noi in precedenza scherzavamo sul fatto che, quando saremmo state più anziane, ci saremmo date la mano per camminare insieme, pur non riconoscendoci, visto che mia madre e la sua avevano avuto l’Alzheimer. Invece l’hanno fatto Mauro e Nunzio e ci piace immaginare che stiano insieme a parlare del più e del meno come facevano nelle lunghe giornate che trascorrevamo al mare. Ora Dolly ed io siamo sedute sotto l’ombrellone come ogni estate ma non è più lo stesso: lei ed io abbiamo una sedia vuota a fianco e speriamo sempre che Mauro e Nunzio tornino dalle loro passeggiate in riva al mare….!
 
Anna Maria Orsini