La riva e la locomotiva

locomotiva deragliataLa locomotiva social-comunista, deragliata o finita su un binario morto

Ora come mai prima, a me che amo trascorrere molto tempo in riva, a mirare la semplice ma certa linea dell’orizzonte del mare, quel che avviene in giro giunge, di tratto in tratto, un vocio soltanto, un tramestio, un eco. Ma oggi, seppur anche stamane io abbia trascorso lunghi momenti con i piedi nel guazzo del bagnasciuga, dove mi distrae dai pensieri più il lieve dolore alle piante dei piedi poste su sparse pietruzze e conchiglie che le improvvise voci intorno della mattiniera gente e dei già trastullanti bimbi, inevitabilmente mi trovo a riflettere a quel che dalla tv, nel tempo della colazione, ho appreso. Fra le altre faccende e notizie, di … “come è andata” in Italia ai ballottaggi per l’elezione dei sindaci di paesi e città.

detriti in riva al mareConfesso che, se non proprio felice, quantomeno mentalmente sodisfatto lo sono per quel che il popolo votante, ieri, ha in larga misura sancito. Un deciso, chiaro, per taluni luoghi opportunamente salvifici mutamenti di chi è chiamato a governare la “cosa pubblica”.
Falliranno anch’essi nel fare? Chissà … Errare humanum est, ancora e sempre, ma di certo capita che la gente votante e civilmente responsabile, portata talvolta all’errata e poco conseguente valutazione di fatti e uomini da distrazioni mediatiche, da personali faccende e convenienze, inaspettatamente per i ‘padroni’ della scena istituzionale, affermi e promuova democraticamente quel che appare manifesto. Quel che è, insomma: un chiaro, innegabile fallimento della “Sinistra”, uno schieramento una volta “di lotta”, che sceglie di “vincere” con chicchessia porti un’aggiunta di voti raccogliticci e impropri, tradendo i propri ideali e non meno gli uomini che per essi, in buona fede seppur sbagliando, si sono battuti nel tempo passato.

“Mo è, o non è…” dice una recente pubblicità, parlando di materiale utile alle costruzioni. Va da sé che analogamente si debba poter obiettare per le idee, per i convincimenti, per il battersi convinti e attivi per esse ed essi. Non condivido in sé, sia chiaro, tali idee antropiche e politiche, e da liberale, deciso sempre a manifestare e formulare pensieri chiari e distinti, in politica come nelle analisi critiche artistiche e letterarie, non posso non affermare che questa è , non solo appare, una lezione che “i compagni” hanno voluto, che anzi hanno meritato.

locoguccini-b (dalla rete)Suol dirsi che il “compromesso” sia materia della politica, una necessità del fare, un dovere di rispetto verso chi “non la pensa come noi”. Cosa diversa dall’utilità sociale è, invece, l’opportunismo, il sincretismo strumentale, il “come sia, sia” eretto a sistema. Ovviamente di potere, per il potere, e – a dire del cantautore Francesco Guccini – …“a culo tutto il resto”, ivi compreso …“la giustizia proletaria”!

La Sinistra (la “locomotiva” comunista e/o socialista), per restare al citato cantautore, è finita storicamente, o è sempre più destinata a finire la sua corsa in un binario morto. Duole che lo “schianto” sia di chi ha creduto nella sua forza, rivelatasi improvvidamente “distruttrice” più che liberatoria e sanatrice, riguardi la vita della gente quotidiana. Quella cui la detta “liberazione” dei “vincitori” ha dato di poter “sognare”, ma non evitato di dover sempre e ancora “stare a penare”.

GFP

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