Sulle elezioni francesi. Democrazia senza popolo

Macron Lepen
Con meno del 15% del voto dei francesi Macron ha la maggioranza assoluta in Parlamento. Al ballottaggio ha votato appena il 43,4% degli elettori. Nella storia politica francese un tale livello di rifiuto e sfiducia nel voto non si era mai verificato. Eppure i giornali sono più che generosi nell’alzare cortine fumogene di menzogne. E non solo i giornali. Segolene Royal confidata della sinistra sconfitta nel 2007 da Sarkozy non se ne cura: ” pochi alle urne? Non è contestazione io leggo un segnale di fiducia nel centro”. Proprio così, quello di Segolen non è sarcasmo, ma convita adesione al nuovo modello di democrazia mondialista. L’esigua minoranza di meno del 15% degli elettori francesi viene letta come il trionfo di un nuovo centro favorevole alla globalizzazione e all’Europa dei banchieri. Ma da chi è formato questo ristretto nucleo elettorale che governerà in nome del popolo francese? È la coalizione dei vincenti e dei benestanti. Pensionati borghesi, egoisti e impegnati a tutelare i loro portafogli, laureati di famiglie benestanti, le folle sdradicate delle grandi città che se il sindaco non è gay non lo votano, poliglotti che parlano l’inglese meglio del francese, assatanati di nuove tecnologie. Ovunque sono una minoranza, ma hanno dalla loro parte il sistema mediatico, il potere finanziario denazionalizzato, la chiesa modernista dell’anticristo Vaticano che fa dono agli islamici di antiche e gloriose cattedrali. La destra tradizionale che ovunque è bipartisan anche in Francia ha fatto la sua scelta mondialista. Il quotidiano Le Figaro è il giornale che negli anni ’80 ospitava gli intellettuali di destra come Alain De Benoist e Louis Pauwels, è stato il capofila di una campagna di calunnie e delegittimazione politica contro Marine Le Pen. Il sistema è tutto impegnato a prosciugare la base populista della Le Pen a favore dell’Ultrasinistro Jean-Luc Melenchon capo della France Insoumise, la Francia non sottomessa. Malenchon per una vita ha schifato il Tricolore e il patriottismo. Ora li ha riscoperti e occupa tutti gli spazi mediatici riservati all’opposizione radicale. Il sistema lo utilizza per bloccare il Fronte Nazionale e, come è già avvenuto, se ne serve nello schieramento antifascista e repubblicano. Con la formula al ballottaggio non votate per Marine in concreto ha fatto votare il presunto nemico Macron. La Francia spiega molte cose. Il sistema mondialista cerca di deprimere, scoraggiare e dissuadere dal voto tutti gli sconfitti dalla globalizzazione. Negli Stati Uniti non è riuscito a farlo perché Trump ha mobilitato la tribù Bianca e i perdenti del ceto medio e della classe operaia sconfitti dalla globalizzazione. Il suo è stato un discorso identitario. Proteggere la tribù Bianca dall’invasione degli immigrati, forza occupante del mondialismo. Arma biologica che sconvolge equilibri etnici, culture, tradizioni, comunità persino la lingua nazionale. Negli Stati Uniti cinquanta milioni di americani leggono i giornali e seguono le Televisioni in lingua spagnola. Marine Le Pen per evitare l’accusa di razzismo ha dato pochissimo spazio a questo tipo di impostazione. La tribù Bianca francese si è sentita indifesa. E sui temi sociali la competizione col trasformista Malenchon è stata dura perché le è mancato lo spazio che i media hanno riservato al suo avversario. Ma il discorso è lungo e va approfondito. Come difendere la tribù Bianca dall’invasione dei nuovi barbari è il tema degli anni futuri. E va affrontato senza timori e paure. Si tratta della nostra sopravvivenza come popolo.

Emiddio Novi