Alla Marina. La monnezza e i “monnezzari” sulla passeggiata di Via Dalmazia

VSTMarina_passegg Dalmazia pPer restare all’inspiegabilità di certi comportamenti ‘pubblici’ nella nostra città, all’incongruità di quanto i nostri ‘eletti’ amministratori vanno scrivendo e dichiarando, sussiegosi e presuntuosi, a fronte di quel che possiamo vedere e constatare, voglio qui mostrare, il come è ridotta e viene tenuta la storica passeggiata di Via Dalmazia, a Vasto.

A Vasto, alla  Marina, in quel che è o dovrebbe essere il salotto della nostra località balneare, quella passeggiata centrale attigua al lungomare Cordella, alla nostra stupenda spiaggia, al nostro incantato golfo.
Di là dei guasti provocati dal … libero o mai punito vandalismo, della nota, annosa, ma pur sempre  inaccettabile incuria con cui gli ‘eletti’, di oggi e di ieri, la (non) considerano e guardano, anno per anno la sua pavimentazione è indiscutibilmente divenuta oltremodo lercia, inguardabile, nell’indifferenza di chi: a) non controlla e non sanziona, b) dovrebbe comunque ri-pulire, almeno una volta l’anno (!), opportunamente in principio stagione.
Anche qui, come per altra precedente faccenda, non so e francamente a me cittadino poco deve interessare se sia questo il compito di chi … Della società Pulchra, dell’assessorato ai Servizi e Manutenzioni o all’Urbanistica e al Turismo? Oppure, e in ogni caso, dovrebbe buttarci su l’occhio il giovane “primo cittadino”, per poi chiedere ai tanti ‘preposti’ una spiegazione, per poi dare disposizioni … ? Mah!

Di certo una spiegazione pratica del come e di chi insozza c’è. A parte l’inciviltà di molti giovani, che tradizionalmente lì stazionano, nelle ore soprattutto notturne, ponendo piedi e scarpe su quelli che dovrebbero essere considerati dei sedili, osservando le tracce (le scie) dello sporco, è facile immaginare che tale fatto, assurdo e indecoroso, sia dovuto ai liquami che fuoriescono da sacchi e bidoni dei rifiuti, trascinati sul posto sino al mezzo meccanico in strada.
Un comportamento posto in atto da incivili e insensati  balneatori e commercianti (!) o di altrettanto incivili e colpevoli addetti alla raccolta della “monnezza”, che resta sempre tale seppur oggi divenuta ‘differenziata’? Se sono i primi (un assurdo, considerato che quello è e resta il luogo delle proprie attività), non si comprende perché gli sia permesso, perché non gli sia impedito di farlo oltre che esserne sanzionati. Se sono invece gli addetti della partecipata, nell’ambito del proprio lavoro, cosa non meno grave, non si comprende perché non ci sia (anzi “non c’è”, palesemente) chi li controlli e richiami a comportamenti più idonei al proprio compito.

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Questioni e spiegazioni che, comunque – ripeto – non solo al cittadino ma più al turista e bagnante (colui che deve portare via da Vasto un’immagine di bellezza connessa non soltanto all’ambiente naturale), poco anzi nulla possono interessare e dare soddisfazione. Tutt’altro. All’opposto, non scopro nulla, c’è sicuramente ‘qualcuno’ e anzi tanti cui va addebitata la responsabilità di tale lerciume, varia e molteplice trascuratezza.

Su un social, in merito, il commento di molti sarebbe scontatamente: …”è una vergogna”!
Banale, sì, … ma va a dare ad essi torto.

lu Mazz’marèlle