Tiziana e gli altri

sindaco_magnacca_piscina1L’aspetto più eclatante del primo turno delle elezioni amministrative di questo mese è, dalle nostre parti, la vittoria di Tiziana Magnacca a San Salvo.
La sindaca uscente, ricandidatasi con il centrodestra, con cui governa San Salvo dal 2012, ha ottenuto una vittoria schiacciante al primo turno, superando il 65% dei voti e sbaragliando in maniera inequivocabile la concorrenza.
Il candidato del PD (e non solo), Gennaro Luciano, si è attestato poco oltre il 15%, e gli altri competitors dell’amministrazione uscente hanno riportato risultati ancora più modesti.
Che spiegazione dare a tutto ciò? Evidentemente i sansalvesi hanno ritenuto l’amministrazione uscente più credibile di chi puntava a prenderne il posto. Ovvero: l’operato di Tiziana Magnacca e del suo centrodestra evidentemente è stato giudicato positivamente, e quindi premiato, dagli elettori. Detto questo, però, va osservato che la situazione del centrosinistra, nella cittadina, ha certamente contribuito a questo risultato. Intanto, di fronte al centrodestra uscente -e a questo punto rientrante – non si è parato un centrosinistra, ma tre tronconi di centrosinistra, chiaramente in concorrenza tra di loro, e questo non ha certamente giovato a nessuno dei tre.
E’ altresì evidente che, da quando ha perso San Salvo, il centrosinistra non è più riuscito a riorganizzarsi, ovvero a rimettere insieme i propri cocci, e il risultato elettorale lo conferma. Il PD, come qualcuno ha già osservato sulla stampa locale, ha tentato di presentarsi in una nuova veste, candidando l’attuale segretario cittadino del partito, Gennaro Luciano, all’insegna del rinnovamento e del ricambio generazionale. Un’operazione ispirata, perlomeno in parte, a quanto fatto l’anno scorso a Vasto, dove la candidatura di Francesco Menna a sindaco, nonostante la difficoltà dell’impresa – dovuta alla presenza di un centrodestra unito e con un candidato sindaco scelto da migliaia di vastesi alle primarie di marzo 2016 e ad un gradimento nei confronti dell’amministrazione uscente (di cui il PD, partito di Menna, era il principale azionista) non proprio altissimo – si è rivelata alla fine vincente.
Ma l’esito, in questo caso, è stato diverso. Probabilmente il centrodestra sansalvese, reduce da un quinquennio di amministrazione Magnacca, è risultato più credibile di quello vastese, che tra l’altro si è trovato di fronte un centrosinistra unito dietro Menna, e non tre tronconi di centrosinistra e, probabilmente, non è riuscito, al ballottaggio, ad attrarre i voti degli altri candidati al primo turno.
Tornando a San Salvo, è evidente che la sindaca ci sa fare e, chiunque voglia costruire un’alternativa all’amministrazione attuale, dovrà lavorare molto sodo, nei prossimi cinque anni, per guadagnarsi la credibilità necessaria. Adesso giova notare che non si è votato solo a San Salvo e che anche dagli altri risultati elettorali si possono trarre conclusioni, fermo restando che si è trattato del primo turno delle elezioni amministrative e che il risultato finale, nei comuni dove si va al ballottaggio, si vedrà all’indomani del 25 giugno prossimo.
Ragionando in termini nazionali, balza subito agli occhi il passo falso del M5S, che, nei comuni capoluogo e non solo, è fuori da quasi tutti i ballottaggi. I pentastellati pagano la politica delle non alleanze e un radicamento territoriale minore, rispetto ad altri soggetti politici, e non bastano due rondini, anche se si tratta di Roma e Torino, a fare primavera. Altro dato di fatto molto evidente è un ritorno del centrodestra che, dove si è presentato unito, ha raccolto risultati significativi, costringendo al ballottaggio il centrosinistra, che nella maggior parte dei comuni dove si è votato esprime la maggioranza uscente, partendo spesso in svantaggio.
L’avanzata dello schieramento guidato dal trinomio Salvini – Berlusconi – Meloni è evidente un po’ dappertutto e, fermo restando che il risultato dei ballottaggi sarà quello definitivo, ragionando in termini di voti espressi, si nota una certa avanzata da parte di uno schieramento dato in declino. Per quel che concerne il centrosinistra, e in particolare il PD renziano, è evidente che si trova in affanno, e che ormai i tempi del 40% alle elezioni europee sembrano molto lontani… Ragionando quindi da San Salvo alla dimensione nazionale è ovvio concludere che, quando il centrodestra si presenta unito ed esprime candidati e programmi credibili, diventa decisamente competitivo.
Risulta altresì evidente che quando un’amministrazione uscente – ad avviso dei cittadini chiamati alle urne – ha operato bene, raccoglie i frutti del suo lavoro. Quando le condizioni appena menzionate si verificano entrambe – Tiziana Magnacca docet – i risultati sono ancora più evidenti, come si è visto l’11 giugno scorso a San Salvo.

Marco Sfarra