Il vastese di cuore “si firma” vincitore

psycologyIn due mesi abbiamo assistito ad un evento piuttosto unico, 15000 persone hanno firmato la petizione che promuove la costruzione di una sala emodinamica presso il nostro ospedale. Un numero considerevole di individui hanno convenuto sull’importanza di un presidio salvavita ancora un tantino ostico da comprendere. C’è da chiedersi se dietro questo gesto ci siano motivazioni politiche, ideologiche, umanitarie o semplicemente psicologiche. Ci sono poche cose che si possono trovare in comune in un numero così ampio di individui, e ognuno di noi è mosso da motivi più o meno personali quando compie un’azione, ma a mio avviso un fattore che accomuna queste 15000 persone è l’istinto di conservazione. Nel senso comune l’istinto viene spesso usato per descrivere le azioni compiute dagli animali, quello che spesso non viene riconosciuto però, è l’istinto che si cela dietro le scelte razionali e le cognizioni che noi esseri umani compiamo. Ogni nostra condotta seppur ragionata e pianificata è frutto di un istinto primordiale, sia esso di conservazione per il benessere personale(bere, mangiare, dormire, curarsi) sia di conservazione della specie, ovviamente tali istinti vengono modellati dalle convenzioni sociali e dai fattori culturali. Possiamo allora definire la nostra firma come un atto di sopravvivenza dettata dall’istinto, pensare che una cosa così utile ci possa eventualmente, in futuro salvare la vita fa di noi degli esseri, si spinti dagli istinti, ma decisamente intelligenti e previdenti. La paura dell’ignoto, ma soprattutto del dolore e della morte è un potente motore del progresso, molte scoperte e innovazioni sono sorte proprio in virtù del nostro istinto di sopravvivenza. In molte situazioni per cui è possibile trovare una soluzione è necessario che la paura si trasformi in coraggio. Ed è appunto il coraggio a spingerci a cambiare, a modificare lo stimolo temuto e a trasformarlo in qualcosa di affrontabile. Ovviamente non sempre il coraggio basta per cambiare tutte le situazioni, infatti si spera che tale coraggio spesso ce l’abbia chi detiene un potere. Una sana paura, un “potente” coraggioso ed una folla a sostegno sono sicuramente le carte da giocare per ottenere un cambiamento in positivo. E in questo caso il popolo del Vastese non si è risparmiato e ha partecipato come ha potuto, ed è stata la paura, l’istinto e soprattutto la voglia di vivere a spingerlo ad intervenire. In conclusione, lottiamo sempre per la nostra salute e lasciamoci guidare dai nostri istinti, spesso sanno meglio di noi ciò di cui abbiamo o avremo bisogno.

Dott.ssa Adelaide La Verghetta

Per approfondimenti: Maldonato M., Dizionario di Scienze Psicologiche, Edizioni Simone