MENTE IN BICI. QUANDO VINCE CHI PENSA POSITIVO

 

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Passa il giro d’Italia e Vasto si prepara. C’è aria di festa e gioia, un evento atteso da molti si prospetta alle porte, curiosi e appassionati si ritroveranno ad osservare la fatica e la determinazione personificate. Il ciclismo è uno sport che sfida i limiti umani, che porta allo stremo le forze degli atleti e che dimostra il potere della mente. Ci sarà chi metterà in dubbio questa mia affermazione, ma vi dimostrerò quanto la prestanza fisica debba essere accompagnata dalla serenità e forza mentale per l’ottenimento di performance di alto livello. Il Giro d’Italia è fatto di tappe, e quelle di montagna sono le più ardue da superare per l’elevata pendenza e per la lunghezza, e sono proprio questi ostacoli così duri che mettono alla prova la mente del ciclista. Durante movimenti ripetitivi come la pedalata è bene ricordare che l’unico modo per distogliersi dalla fatica fisica è il rifugiarsi nei pensieri. Ma è utile che tali pensieri siano positivi e finalizzati alla buona riuscita della prestazione agonistica. Da eliminare durante una gara sono sicuramente pensieri ansiosi, pensieri troppo carichi emotivamente (ad esempio problemi familiari), timore della sconfitta o di deludere le aspettative proprie e altrui. La mente è in grado di influenzare ogni gesto atletico partendo dalla motivazione, la vera spinta propulsiva. Un atleta che vince sul campo, in pista o in tappa, è decisamente un atleta che ha vinto prima nella sua testa e questo può accadere attraverso l’autoregolazione e l’autoefficacia. E’ necessario valutare in modo oggettivo le proprie potenzialità e capacità e metterle al servizio delle proprie aspirazioni e convinzioni. Nel ciclismo l’allenamento e la preparazione contano molto ma ciò che conta di più nel momento dello sforzo è la mente. Una mente serena, positiva e ben allenata alla fatica, alla frustrazione e alla stanchezza, aiuta l’atleta a superare i propri limiti e a portarlo al traguardo. Ma non voglio parlare solo dell’agonismo, accennerei qualcosina anche sui ciclisti amatoriali. Tutti gli sport vengono praticati da professionisti e amatori, e questo è ben accettato da tutti, tranne per quanto riguarda il ciclismo, infatti c’è una certa resistenza e qualche problema di convivenza. In Italia esiste una dichiarata lotta tra ciclisti e automobilisti a causa di una legislazione poco chiara e una mancata osservanza da parte di entrambe le parti di tale legislazione. La legge dice che nelle strade extraurbane i ciclisti devono procedere in fila e non affiancati? Bene, facciamo rispettare tale ordinamento. Nelle strade urbane si può procedere affiancati? La risposta non è chiara e il codice della strada è in fase di aggiornamento. Ma una cosa è chiara, la prepotenza di entrambe le categorie ha spesso portato a liti e aggressioni esagerate e mal gestite. Sulla strada la tolleranza deve avere la meglio sempre per evitare fraintendimenti e soprattutto episodi di violenza gratuita. Per concludere e tornare ad eventi sereni e piacevoli, godere dello sport vuol dire apprezzare la fatica, la concentrazione, la resilienza e la tenacia di chi lo pratica per se stesso e per noi spettatori. E allora godiamoci lo spettacolo.

Dott.ssa Adelaide La Verghetta