La malafede delle nostre istituzioni

 

immigrati e cibo

Torno ancora una volta sulla questione dei clandestini (o come li si voglia chiamare) proponendo una soluzione che si basa su fatti concreti, di facile realizzazione, lontana da qualsiasi speculazione, non “invasiva” (nel senso che nessuno potrebbe dire che si tratta di una invasione). E basterebbe farsi due conti in tasca, come perfino la sora Laura, la donnina che pensa alle “risorse” ma solo per i clandestini, potrebbe fare senza correre in errori, soprattutto in presenza di “una staff presidenziala” che potrebbe aiutarla nelle quattro operazioni aritmetiche di base. Il risultato sarebbe la sparizione di masse nullafacenti e pretenziose negli alberghi e residence italiani, la sottrazione di mano d’opera a buon mercato alle varie camorre sia per i lavori nei campi sia per settori criminali quali spaccio, furto, rapine e assassinii, con conseguente svuotamento delle carceri italiane per le quali l’Europa continua a sanzionarci. La soluzione verrebbe incontro alle richieste degli italiani ma soprattutto alle esigenze dei clandestini si troverebbero a proprio agio dal punto di vista del clima, del vitto, della religione e del Diritto. Infatti con i 4 miliardi e mezzo di euro attualmente impegnati dal Governo, l’Italia potrebbe organizzare, SENZA INVADERE NESSUN PAESE, dei perfetti campi profughi per l’accoglienza di tutti coloro che vorrebbero sbarcare in Italia (con ciò aderendo alla preoccupazione di papa francesco circa i lager presunti o reali). Infatti, posto che il costo della vita in Libia è decisamente più basso, si può ragionevolmente ritenere che, a fronte degli oltre mille euro mensili per “profugo”, con una spesa dimezzata (in pratica 500 € mensili) si potrebbe assistere un numero doppio di persone, senza il pericolo di traversate più o meno pericolose. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria questa potrebbe essere assicurata dalla gloriosa e mai doma associazione di  Medici senza Frontiere. A questi 4,5 miliardi che l’Italia spende si potrebbero aggiungere i contributi volontari, noti ed ignoti, che Soros e compagni profondono a piene mani alle navi-taxi. Se poi qualche “profugo” volesse provare l’ebrezza di una traversata in mare, le stesse navi-taxi potrebbero organizzare delle mini crociere nel Mediterraneo senza alcun pericolo per i partecipanti. La realizzazione di quanto sopra non dovrebbe essere difficile per le menti pensanti che ci governano: nel caso potrebbero farsi aiutare da Buzzi e Carminati notoriamente esperti del settore e, comunque, in ottimi rapporti con le persone e le istituzioni che contano.

Elio Bitritto